Biennale di Venezia 2026: Chan e Jewel sull'eco-femminismo e la post-spiritualità
Alla Biennale di Venezia 2026, due mostre – 'Vessels of Other Worlds' di Wallace Chan e 'Matriclysm: An Archaeology of Connections Lost' di Jewel – presentano prospettive eco-femministe e post-spirituali. Entrambi gli artisti utilizzano la mitologia antica per esplorare la sopravvivenza attraverso la trascendenza e la riparazione. Chan si concentra sulla preservazione, mentre Jewel enfatizza l'incarnazione e la cura relazionale. Le mostre si trovano lontano dai padiglioni nazionali principali, offrendo un'alternativa più silenziosa e orientata alla cura rispetto al tipico spettacolo e alle performance geopolitiche della Biennale.
Fatti principali
- Due mostre alla Biennale di Venezia 2026: 'Vessels of Other Worlds' di Wallace Chan e 'Matriclysm: An Archaeology of Connections Lost' di Jewel.
- Entrambe le mostre esplorano l'eco-femminismo e la post-spiritualità.
- Chan propone la preservazione attraverso la trascendenza.
- Jewel insiste sulla riparazione attraverso l'incarnazione e la cura relazionale.
- Le mostre si trovano lontano dai padiglioni nazionali più frequentati.
- Entrambi gli artisti usano la mitologia antica come punto di partenza.
- Le mostre resistono allo spettacolo in favore della cura.
- La Biennale è spesso definita da spettacolo, scala e performance geopolitica.
Entità
Artisti
- Wallace Chan
- Jewel
Luoghi
- Venice
- Italy