Vandalismo delle Stolpersteine di Gunter Demnig a Roma e in Europa
Venti Stolpersteine dell'artista tedesco Gunter Demnig sono state strappate dal suolo a Roma il 9 dicembre. Atti simili sono avvenuti a Halle, in Germania, un decennio fa, e l'amministrazione di Monaco ha vietato la loro installazione. Da oltre vent'anni Demnig colloca queste 'pietre d'inciampo' in città europee per segnare i luoghi delle atrocità naziste. Le pietre – cubi di cemento con targhe di ottone incise con nomi, date di nascita e morte dei deportati – costeggiano i marciapiedi, indicando le case di ebrei, sinti e rom, precedute dalla frase 'qui abitava'. Restituiscono nomi a coloro che erano solo numeri nei campi nazisti. L'articolo sostiene che i vandali sono incoraggiati da un clima razzista in aumento, dove la prova storica viene resa invisibile e discutibile. Riflette sull'impossibilità di insegnare la memoria, solo di testimoniare, citando Jean Améry e Tadeusz Borowski. Le pietre funzionano come una retorica pedonale, incarnando la memoria attraverso il potenziale calpestio. Esse, esposte al razzismo e all'antisemitismo, suggeriscono che i luoghi dell'orrore avanzano passo dopo passo verso la totale eliminazione. L'opera di Demnig potrebbe rimanere incompiuta fino alla posa della sei milionesima pietra, o continuare senza tempo, testimoniando tutti gli esseri deliberatamente affamati, torturati e uccisi.
Fatti principali
- Venti Stolpersteine di Gunter Demnig sono state strappate a Roma il 9 dicembre.
- Otto Stolpersteine sono state strappate a Halle, in Germania, dieci anni fa.
- L'amministrazione di Monaco ha vietato l'installazione delle Stolpersteine.
- Demnig colloca le Stolpersteine da oltre vent'anni in città europee.
- Le Stolpersteine sono cubi di cemento con targhe di ottone incise con nome, date di nascita e morte.
- Le pietre segnano le case di ebrei, sinti e rom con l'iscrizione 'qui abitava'.
- L'articolo cita Jean Améry e Tadeusz Borowski sulla memoria e la morte nei campi.
- Le pietre sono descritte come un dispositivo di 'retorica pedonale' per incarnare la memoria.
Entità
Artisti
- Gunter Demnig
- Marcello Faletra
Istituzioni
- Artribune
Luoghi
- Rome
- Italy
- Halle
- Germany
- Munich
- Europe