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Vandalismo delle Stolpersteine di Gunter Demnig a Roma e in Europa

cultural-heritage · 2026-05-04

Venti Stolpersteine dell'artista tedesco Gunter Demnig sono state strappate dal suolo a Roma il 9 dicembre. Atti simili sono avvenuti a Halle, in Germania, un decennio fa, e l'amministrazione di Monaco ha vietato la loro installazione. Da oltre vent'anni Demnig colloca queste 'pietre d'inciampo' in città europee per segnare i luoghi delle atrocità naziste. Le pietre – cubi di cemento con targhe di ottone incise con nomi, date di nascita e morte dei deportati – costeggiano i marciapiedi, indicando le case di ebrei, sinti e rom, precedute dalla frase 'qui abitava'. Restituiscono nomi a coloro che erano solo numeri nei campi nazisti. L'articolo sostiene che i vandali sono incoraggiati da un clima razzista in aumento, dove la prova storica viene resa invisibile e discutibile. Riflette sull'impossibilità di insegnare la memoria, solo di testimoniare, citando Jean Améry e Tadeusz Borowski. Le pietre funzionano come una retorica pedonale, incarnando la memoria attraverso il potenziale calpestio. Esse, esposte al razzismo e all'antisemitismo, suggeriscono che i luoghi dell'orrore avanzano passo dopo passo verso la totale eliminazione. L'opera di Demnig potrebbe rimanere incompiuta fino alla posa della sei milionesima pietra, o continuare senza tempo, testimoniando tutti gli esseri deliberatamente affamati, torturati e uccisi.

Fatti principali

  • Venti Stolpersteine di Gunter Demnig sono state strappate a Roma il 9 dicembre.
  • Otto Stolpersteine sono state strappate a Halle, in Germania, dieci anni fa.
  • L'amministrazione di Monaco ha vietato l'installazione delle Stolpersteine.
  • Demnig colloca le Stolpersteine da oltre vent'anni in città europee.
  • Le Stolpersteine sono cubi di cemento con targhe di ottone incise con nome, date di nascita e morte.
  • Le pietre segnano le case di ebrei, sinti e rom con l'iscrizione 'qui abitava'.
  • L'articolo cita Jean Améry e Tadeusz Borowski sulla memoria e la morte nei campi.
  • Le pietre sono descritte come un dispositivo di 'retorica pedonale' per incarnare la memoria.

Entità

Artisti

  • Gunter Demnig
  • Marcello Faletra

Istituzioni

  • Artribune

Luoghi

  • Rome
  • Italy
  • Halle
  • Germany
  • Munich
  • Europe

Fonti