Valie Export su femminismo, performance e la lotta incompiuta per l'uguaglianza di genere
In una recente intervista con Artribune, l'artista austriaca Valie Export, nata a Linz nel 1940, condivide le sue riflessioni sull'arte femminista e le sue iniziative in corso. La conversazione si è svolta a Firenze durante l'evento 'We stand togetHER' il 25 novembre, in coincidenza con la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Export riflette sui lenti progressi del femminismo dagli anni '60, evidenziando minimi avanzamenti nei diritti dal 1968. Critica l'insufficiente sostegno dell'Austria alle madri single e riconosce l'influenza del movimento #MeToo, chiedendo un aumento di giudici e avvocati donne. Export ricorda anche le sue audaci performance degli anni '70 e vede piattaforme digitali come WhatsApp come nuove opportunità artistiche. Il suo prossimo progetto prevede un'installazione con canne d'organo, attualmente in fase di ricerca.
Fatti principali
- Valie Export è nata a Linz nel 1940.
- L'intervista è stata condotta a Firenze per l'evento 'We stand togetHER' al Museo Novecento il 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
- La mostra di Export 'The Venice Biennale Works' è in corso alla Galerie Thaddaeus Ropac di Londra.
- Le fotografie in mostra sono state realizzate per la Biennale di Venezia del 1980.
- Export afferma che i diritti delle donne sono migliorati a malapena rispetto a prima del 1968.
- Critica l'Austria per la mancanza di sostegno alle madri single.
- Crede che #MeToo abbia aumentato la consapevolezza, ma i sistemi legali hanno bisogno di più giudici e avvocati donne.
- Il suo prossimo progetto è un'installazione che utilizza canne d'organo, ancora in fase di studio.
Entità
Artisti
- Valie Export
Istituzioni
- Museo Novecento
- Galerie Thaddaeus Ropac
- Artribune
Luoghi
- Florence
- Italy
- Linz
- Austria
- London
- United Kingdom
- Venice