Immaginazione Utopica al Ford Foundation Center for Social Justice
Il Ford Foundation Center for Social Justice di New York presenta 'Immaginazione Utopica', l'ultima mostra di una trilogia curata da Jaishri Abichandani. La mostra presenta 14 artisti che esplorano narrazioni futuristiche attraverso paesaggi reimmaginati, corpi trasformati e spazi ampliati, fondendo fantascienza e magia. Le opere includono 'The Prayer Catcher' (2019) di Saks Afridi, 'Adjusting the Moon' (2019) di Firelei Báez, il video 'Miko No Inori' (1996) di Mariko Mori, 'Sternbau No. 5' (2007) di Lee Bul, 'Black girls live in outer space too' (2017) di Farxiyo Jaamac, 'Cloud 9' (1999-2000) di Yinka Shonibare, 'The Boxes of Wonder' (2015) di Beatriz Cortez, 'Nubian Return' (2011) e 'Sky Lark' (2017) di Zak Ové, e 'Future Ancestral Technologies araxooxí' di Cannupa Hanska Luger. La trilogia è iniziata con 'Perilous Bodies' (primavera 2019) e proseguita con 'Radical Love' (estate 2019). Abichandani cita Naomi Klein sul divario tra impegno sociale e politiche dall'era dei diritti civili. La mostra usa la metafora del volo per affrontare razza, privilegio e cambiamento climatico. I colori indaco e arancione sono impiegati basandosi sulla teoria indiana del rasa. La mostra è visitabile fino al 7 dicembre 2019.
Fatti principali
- Mostra intitolata 'Immaginazione Utopica' al Ford Foundation Center for Social Justice, New York
- Curata da Jaishri Abichandani
- Ultima mostra di una trilogia, dopo 'Perilous Bodies' (primavera 2019) e 'Radical Love' (estate 2019)
- Presenta 14 artisti: Saks Afridi, Firelei Báez, Mariko Mori, Lee Bul, Farxiyo Jaamac, Yinka Shonibare, Beatriz Cortez, Zak Ové, Cannupa Hanska Luger e altri
- Opere includono 'The Prayer Catcher' (2019) di Saks Afridi, parte della serie 'SpaceMosque'
- 'Adjusting the Moon (The right non-imperative clarities)' (2019) di Firelei Báez presenta le Ciguapas del folklore dominicano
- Il video 'Miko No Inori' (1996) di Mariko Mori mostra l'artista come una ragazza sciamana cyborg
- 'Sternbau No. 5' (2007) di Lee Bul è un omaggio all'architetto Bruno Taut
- La serie 'Black girls live in outer space too' (2017) di Farxiyo Jaamac colloca giovani donne musulmane nere in ambienti extraterrestri
- 'Cloud 9' (1999-2000) di Yinka Shonibare immagina popolazioni nere che colonizzano lo spazio
- 'The Boxes of Wonder' (2015) di Beatriz Cortez coinvolge i desideri della comunità Maya
- 'Nubian Return' (2011) e 'Sky Lark' (2017) di Zak Ové affrontano la cultura nubiana e la diaspora
- 'Future Ancestral Technologies araxooxí' di Cannupa Hanska Luger include video e tre figure con abiti etnici e tecnologici
- Mostra visitabile fino al 7 dicembre 2019
- Colori indaco e arancione usati basandosi sulla teoria indiana del rasa
Entità
Artisti
- Jaishri Abichandani
- Saks Afridi
- Firelei Báez
- Mariko Mori
- Lee Bul
- Farxiyo Jaamac
- Yinka Shonibare
- Beatriz Cortez
- Zak Ové
- Cannupa Hanska Luger
- Bruno Taut
- Naomi Klein
Istituzioni
- Ford Foundation Center for Social Justice
- Ford Foundation
- Kaqjay Molj
- Artribune
Luoghi
- New York
- United States
- Brooklyn
- India
- Pakistan
- Dominican Republic
- Korea
- Somalia
- Guatemala
- Maya