Gli USA sostengono la sentenza sul Mar Cinese Meridionale mentre si oppongono alla CPI
Gli Stati Uniti hanno firmato una dichiarazione a sostegno della sentenza del 2016 della Corte Permanente di Arbitrato sul Mar Cinese Meridionale, che ha invalidato la maggior parte delle rivendicazioni marittime della Cina basate sulla linea dei nove trattini. Ciò avviene mentre gli USA cercano contemporaneamente di smantellare la Corte Penale Internazionale (CPI). Il tribunale sul Mar Cinese Meridionale è stato istituito ai sensi dell'Allegato VII della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS), di cui gli USA non sono parte. Gli USA non sono nemmeno parte della CPI. Questa doppia posizione evidenzia un approccio selettivo al diritto internazionale, in cui gli USA sostengono sentenze che sfidano la sovranità di altri Stati mentre si oppongono a corti che potrebbero esercitare giurisdizione sulle proprie azioni. La contraddizione solleva interrogativi sulla coerenza della politica estera americana.
Fatti principali
- Gli USA hanno firmato una dichiarazione a sostegno della sentenza del tribunale dell'Aia sul Mar Cinese Meridionale.
- Gli USA stanno cercando di smantellare la Corte Penale Internazionale.
- L'arbitrato sul Mar Cinese Meridionale si basava sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS).
- Gli USA non sono parte dell'UNCLOS né della CPI.
- La Corte Permanente di Arbitrato ha funto da cancelleria del caso.
- L'arbitrato ha invalidato la maggior parte delle rivendicazioni marittime di Pechino, note come linea dei nove trattini.
- Gli USA sostengono un insieme di leggi internazionali mentre si oppongono a un altro.
- L'articolo è un pezzo di opinione pubblicato sul South China Morning Post.
Entità
Istituzioni
- International Criminal Court
- Permanent Court of Arbitration
- United Nations Convention on the Law of the Sea
- South China Morning Post
Luoghi
- United States
- China
- The Hague
- South China Sea