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Umberto Galimberti: selfie come possesso, bellezza come inquietudine

opinion-review · 2026-04-27

Il filosofo Umberto Galimberti, intervistato da Silvia Camporesi nel suo studio a Milano, critica la compulsione a fotografare tutto come forma di possesso delle immagini in una società passata dall'essere all'avere. Definisce la bellezza come ciò che rinvia a un'ulteriorità di senso non visibile, generando inquietudine. Per produrre arte e comprenderne la bellezza, sostiene, l'io deve arretrare e la razionalità essere messa fuori gioco: arte e bellezza provengono dall'irrazionale, stesso sfondo della follia. L'intervista è pubblicata su Artribune.

Key facts

  • Umberto Galimberti è stato intervistato da Silvia Camporesi
  • L'intervista si è svolta nello studio di Galimberti a Milano
  • Galimberti critica la società che fotografa tutto per possesso delle immagini
  • La società si è spostata dall'essere all'avere
  • La bellezza è descritta come ciò che rinvia a un'ulteriorità di senso non visibile
  • La bellezza genera inquietudine
  • Per produrre arte e comprenderne la bellezza, l'io deve arretrare e la razionalità essere messa fuori gioco
  • Arte e bellezza provengono dall'irrazionale, stesso sfondo della follia

Entities

Artists

  • Umberto Galimberti
  • Silvia Camporesi

Institutions

  • Artribune

Locations

  • Milano
  • Italia

Sources