L'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'OPEC rafforzerà la sicurezza energetica asiatica
Gli Emirati Arabi Uniti, il sesto produttore mondiale di petrolio, prevedono di aumentare la produzione a 5 milioni di barili al giorno dopo l'uscita dall'OPEC, liberandosi dai vincoli di produzione. Questa mossa dovrebbe avvantaggiare strutturalmente le economie asiatiche importatrici come Giappone, India e Corea del Sud, abbassando i prezzi del petrolio a lungo termine, nonostante il dolore a breve termine causato dai prezzi elevati. I prezzi globali del petrolio sono aumentati mercoledì, con il Brent a 111 dollari al barile e il WTI vicino a 100 dollari al barile, rispetto a circa 70 e 65 dollari prima della guerra in Iran. Il ministro dell'Energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail Mohamed Al Mazrouei, ha partecipato alla riunione dell'OPEC a Vienna il 6 dicembre 2019. L'analista Saraswat ha sottolineato le prospettive positive a lungo termine per l'Asia.
Fatti principali
- Gli Emirati Arabi Uniti sono il sesto produttore mondiale di petrolio.
- Gli Emirati Arabi Uniti prevedono di produrre 5 milioni di barili al giorno dopo l'uscita dall'OPEC.
- Il Brent ha raggiunto 111 dollari al barile mercoledì.
- Il WTI si è avvicinato a 100 dollari al barile mercoledì.
- Prima della guerra in Iran, il Brent era intorno a 70 dollari al barile.
- Prima della guerra in Iran, il WTI era circa 65 dollari al barile.
- Il ministro dell'Energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail Mohamed Al Mazrouei, ha partecipato alla riunione dell'OPEC a Vienna il 6 dicembre 2019.
- L'analista Saraswat ha dichiarato che l'uscita è una buona notizia strutturale per le economie asiatiche come Giappone, India e Corea del Sud.
Entità
Istituzioni
- OPEC
- Reuters
Luoghi
- UAE
- Asia
- Japan
- India
- South Korea
- Vienna