Tuguldur Yondonjamts esplora la percezione animale alla Gallery Ver
La mostra personale dell'artista mongolo Tuguldur Yondonjamts 'Wolf Loving Princess' presso la Gallery Ver di Bangkok presenta opere che approfondiscono la percezione animale e la comunicazione interspecie. Al centro della mostra c'è 'The Secret Mountain of Falcons' (2011–14), quattro libri a fisarmonica che documentano l'habitat del falco sacro attraverso disegni a inchiostro che imitano l'acuità visiva dell'uccello. La mostra presenta anche 'Serpent writing…' (2026), disegni su Mylar simili a pelle di serpente realizzati con pigmenti naturali come jarosite, malachite e magnetite. Yondonjamts si è formato nella pittura mongola zurag e sotto Lothar Baumgarten all'Università delle Arti di Berlino. La sua pratica include 'antipode suits'—costumi voluminosi a forma di animali—e il video 'An Artificial Nest Captures a King' (2016). Il progetto a lungo termine 'Binary Serpent' (2015–20) traduce l'epica 'Khan Kharangui' in codice binario derivato dall'alfabeto mongolo tradizionale, risultando nell'opera di 81 metri '81 Meters Backwards to the Darkest Dark' (2018/2020). Curata da Rirkrit Tiravanija, la mostra include poesie, disegni onirici realizzati con ossido di ferro e figure di argilla provenienti dal suolo della foresta siberiana. Yondonjamts rappresenterà la Mongolia alla 61ª Biennale di Venezia (9 maggio – 22 novembre 2026) insieme a Nomin Bold, Dorjderem Davaa e Gerelkhuu Ganbold.
Fatti principali
- Mostra personale di Tuguldur Yondonjamts 'Wolf Loving Princess' alla Gallery Ver, Bangkok
- Include 'The Secret Mountain of Falcons' (2011–14), quattro libri a fisarmonica sull'habitat del falco sacro
- Include 'Serpent writing…' (2026), disegni su Mylar con jarosite, malachite, magnetite
- Yondonjamts si è formato nella pittura mongola zurag e sotto Lothar Baumgarten all'Università delle Arti di Berlino
- Il video 'An Artificial Nest Captures a King' (2016) presenta un 'antipode suit' che ricorda un coccodrillo
- Il progetto 'Binary Serpent' (2015–20) traduce l'epica 'Khan Kharangui' in codice binario
- L'opera risultante '81 Meters Backwards to the Darkest Dark' (2018/2020) è lunga 81 metri
- Yondonjamts rappresenterà la Mongolia alla 61ª Biennale di Venezia (9 maggio – 22 novembre 2026) con Nomin Bold, Dorjderem Davaa, Gerelkhuu Ganbold
Entità
Artisti
- Tuguldur Yondonjamts
- Lothar Baumgarten
- Rirkrit Tiravanija
- Nomin Bold
- Dorjderem Davaa
- Gerelkhuu Ganbold
- Hermione Spriggs
- Rebecca Empson
- Batmunkh Bataa
Istituzioni
- Gallery Ver
- Berlin University of the Arts
- Columbia University
- Venice Biennale
- ArtReview
Luoghi
- Bangkok
- Thailand
- Mongolia
- Ulaanbaatar
- Gobi Desert
- Altai region
- Puerto Rico
- Arecibo Observatory
- Saudi Arabia
- Middle East
- Siberia
- New York