Tre app AI per arte e ispirazione: Eliza, Melodist, Moni.ai
L'articolo presenta tre applicazioni che sfruttano l'intelligenza artificiale per scopi artistici e creativi. Eliza, un chatterbot sviluppato tra il 1964 e il 1966 al MIT da Joseph Weizenbaum, simula uno psicoterapeuta rogersiano e può aiutare gli artisti a sviluppare idee attraverso domande. Melodist, disponibile su iOS, trasforma le immagini in melodie analizzando tonalità, saturazione e luminosità, offrendo una nuova modalità di percezione artistica. Moni.ai, su iOS e Android, permette di creare applicazioni AI senza conoscenze di programmazione, utilizzando forme di intelligenza connessa. L'articolo menziona anche la previsione di Business Insider sulla fine dell'era degli smartphone a favore di dispositivi indossabili con AI, come Siri, Alexa o Google. Le app sono gratuite. L'autrice è Simona Caraceni, pubblicato su Artribune Magazine #37.
Key facts
- Eliza è un programma di elaborazione del linguaggio naturale creato tra il 1964 e il 1966 al MIT da Joseph Weizenbaum.
- Eliza simula uno psicoterapeuta rogersiano ed è gratuito.
- Melodist codifica le immagini in melodie analizzando tonalità, saturazione e luminosità.
- Melodist è disponibile su iOS gratuitamente.
- Moni.ai permette di creare applicazioni AI senza conoscenze di programmazione.
- Moni.ai è disponibile su iOS e Android gratuitamente.
- Business Insider ha previsto la fine dell'era degli smartphone a favore di dispositivi indossabili con AI.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune Magazine #37 da Simona Caraceni.
Entities
Artists
- Joseph Weizenbaum
- Simona Caraceni
Institutions
- MIT
- Artificial Intelligence Laboratory
- Artribune
- Business Insider
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