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Toreri come artisti dell'effimero: la corrida come forma d'arte

other · 2026-04-24

I toreri si considerano artisti transitori, mirando alla faena perfetta. Un articolo di Artpress del 14 maggio 2014 sottolinea la loro immagine di sé, evidenziando l'imprevedibilità del toro e l'essenza fugace dell'ispirazione (duende). Toreri come Luis Miguel Dominguín ammirano la libertà di cui godono altri artisti. La creazione artistica è lineare; una volta effettuati i primi passi, non si può tornare indietro. Figure come Antonio Ordóñez credono che la loro faena ideale rimanga sfuggente. Il coinvolgimento del pubblico varia, con El Cordobés che lo paragona a un triangolo amoroso tra torero, toro e spettatori. La morte del toro segna la conclusione della performance, come osserva Ordóñez: "Nulla prodotto nell'arena può essere catturato." Momenti di bellezza suscitano gioia profonda, con i toreri che accettano il rischio come vitale per la loro arte.

Fatti principali

  • 1. I toreri si vedono come artisti dell'effimero, creano a orari fissi e improvvisano.
  • 2. Luis Miguel Dominguín invidiava la libertà di pittori e compositori.
  • 3. Pepe Luis Vázquez affermò che il duende (ispirazione) arriva solo a suo tempo.
  • 4. Jaime Ostos e Luis Francisco Esplá invidiavano i pittori per la loro capacità di revisione.
  • 5. Antonio Ordóñez disse che il suo capolavoro è sempre in sospeso.
  • 6. El Cordobés vede la corrida come un triangolo amoroso tra torero, toro e pubblico.
  • 7. Antonio Bienvenida sottolineava il temple perché ogni passaggio sembra la fine della faena.
  • 8. Pepe Luis Vázquez descrisse una faena del 1951 a Valladolid come una trasfigurazione.

Entità

Artisti

  • Luis Miguel Dominguín
  • Pepe Luis Vázquez
  • Curro Romero
  • Jaime Ostos
  • Luis Francisco Esplá
  • Antonio Ordóñez
  • El Cordobés
  • Santiago Martín El Viti
  • Antonio Bienvenida
  • Miguel Abellán
  • Rafael El Gallo

Istituzioni

  • Artpress

Luoghi

  • Valladolid
  • Spain

Fonti