Il saggio del 1971 di Tommaso Trini sulla crisi d'identità della critica d'arte
In un saggio del 1971 ripubblicato nella sua antologia del 2016 'Mezzo secolo di arte intera. Scritti 1964-2014' (Johan & Levi, Milano), il critico Tommaso Trini diagnostica una crisi d'identità fondamentale nella critica d'arte. Sostiene che i critici mancano di un'identità distinta, oscillando tra il servire come semplici assistenti degli artisti e la ricerca del protagonismo. Trini afferma che i critici raramente si chiedono 'e io, Signore Iddio?' mentre gli artisti dicono liberamente 'io'. Critica il ruolo del critico come mediatore—un pappone culturale—il cui lavoro è subordinato al mercato e all'attività creativa. Trini invita la critica ad affermare una propria dimensione autonoma e necessaria, separata dall'arte. Cita l'avvertimento di Susan Sontag secondo cui i critici creano un mondo spettrale di 'significati', e riprende la domanda di Vittorini del 1964 'Smettiamo di scrivere?' rispondendo 'No, scriviamo perché non possiamo farne a meno'. Il saggio fu originariamente pubblicato su nac #1, gennaio 1971, pagina 4.
Fatti principali
- Saggio originariamente pubblicato su nac #1, gennaio 1971, p. 4
- Ristampato in 'Mezzo secolo di arte intera. Scritti 1964-2014' di Tommaso Trini (Johan & Levi, Milano, 2016)
- Trini diagnostica una mancanza di identità nella critica d'arte
- I critici sono descritti come 'intermediari' e 'papponi culturali'
- Trini cita la critica di Susan Sontag all'interpretazione
- Riprende la domanda di Vittorini del 1964 'Smettiamo di scrivere?'
- Invita la critica a essere autonoma e necessaria
- Volume curato da Luca Cerizza
Entità
Artisti
- Tommaso Trini
- Susan Sontag
- Vittorini
- Luca Cerizza
- Charles Baudelaire
- André Breton
- Filippo Tommaso Marinetti
- Harold Rosenberg
Istituzioni
- Artribune
- Johan & Levi
- nac
Luoghi
- Milan
- Italy