Tommaso Trini sulla critica d'arte, la duplicità e l'estetica diffusa
In un'intervista con Davide Dal Sasso per Artribune, il critico Tommaso Trini riflette sul suo stile di scrittura mutevole, che si adatta alle poetiche in evoluzione degli artisti che esplora. Sottolinea la responsabilità etica della critica, considerandola un atto costruttivo che stabilisce connessioni piuttosto che inseguire la verità. Trini descrive il suo approccio come filologico, concentrandosi sui significati delle parole e sui collegamenti inaspettati. Introduce il concetto di 'estetica diffusa', dove l'arte si incontra ovunque al di là degli spazi istituzionali, e discute il 'sensorio'—un termine influenzato da Donald Judd e Robert Smithson, che si riferisce alla moltiplicazione dei sensi attraverso la tecnologia e i materiali. Trini ricorda momenti chiave della sua carriera, tra cui il suo testo del 1964 su Michelangelo Pistoletto e il suo lavoro sui Quadri specchianti e Metro cubo di infinito (1966). Cita Richard Dawkins e Jorge Luis Borges come influenze, e menziona artisti come Pollock, Dadamaino, Vincenzo Agnetti, Giovanni Anselmo, Bruce Nauman, Piero Gilardi, Jannis Kounellis, Nicola De Maria, Richard Long, Michael Heizer e Roman Opalka. Trini sostiene che l'arte dovrebbe prendere una direzione spirituale e di costruzione di comunità, con gli artisti come nuovi 'animisti' che favoriscono comunità capaci di filosofare oltre la teologia. Rifiuta l'immaterialità, insistendo sulla sostituzione piuttosto che sulla smaterializzazione, e immagina un futuro in cui l'arte sostituisce l'economia degli oggetti con quella dei doni.
Fatti principali
- Tommaso Trini è un critico d'arte italiano intervistato da Davide Dal Sasso per Artribune.
- Trini descrive la sua scrittura come mutevole, adattandosi alle poetiche degli artisti che esplora.
- Considera la critica un atto costruttivo con responsabilità etica, non una ricerca della verità.
- L'approccio di Trini è filologico, concentrandosi sui significati delle parole e sulle connessioni.
- Introduce l''estetica diffusa', dove l'arte si incontra ovunque al di là delle istituzioni.
- Il 'sensorio' si riferisce alla moltiplicazione dei sensi attraverso tecnologia e materiali, influenzato da Donald Judd e Robert Smithson.
- Trini ha scritto su Michelangelo Pistoletto nel 1964, concentrandosi sui Quadri specchianti e Metro cubo di infinito (1966).
- Cita Richard Dawkins e Jorge Luis Borges come influenze.
- Artisti menzionati includono Pollock, Dadamaino, Vincenzo Agnetti, Giovanni Anselmo, Bruce Nauman, Piero Gilardi, Jannis Kounellis, Nicola De Maria, Richard Long, Michael Heizer e Roman Opalka.
- Trini sostiene che l'arte dovrebbe prendere una direzione spirituale e di costruzione di comunità, con gli artisti come nuovi 'animisti'.
- Rifiuta l'immaterialità, sostenendo la sostituzione piuttosto che la smaterializzazione.
- Trini immagina l'arte che sostituisce l'economia degli oggetti con quella dei doni.
Entità
Artisti
- Tommaso Trini
- Davide Dal Sasso
- Michelangelo Pistoletto
- Jackson Pollock
- Dadamaino
- Vincenzo Agnetti
- Giovanni Anselmo
- Bruce Nauman
- Piero Gilardi
- Jannis Kounellis
- Nicola De Maria
- Richard Long
- Michael Heizer
- Roman Opalka
- Donald Judd
- Robert Smithson
- Richard Dawkins
- Jorge Luis Borges
Istituzioni
- Artribune
- Johan & Levi
- Sonnabend Gallery
- Data (magazine)
- Scuola IMT Alti Studi Lucca
Luoghi
- Italy
- Turin
- Lucca