La 'Criptonimie di Hitchcock' di Tom Cohen decodifica la geopolitica del cinema
Il libro di Tom Cohen 'Hitchcock's Cryptonymies' ridefinisce Alfred Hitchcock non come regista ma come nome in codice per un'operazione geopolitica contro l'aura del postmodernismo illuminista. Cohen analizza i film di Hitchcock fotogramma per fotogramma per rivelare come essi sceneggiano il controllo planetario della visione attraverso macchine di trasmissione di informazioni. Identifica significanti visivi piantati come spie, che portano a immagini spogliate di figurazione che si annullano in cesure grafiche. Cohen definisce questa 'guerra degli uccelli' – una guerra totale delle macchine di registrazione contro gli apparati percettivi. Il libro sostiene che a vederci sono programmi mnemotecnologici leggibili solo lacerando il visibile, e che le immagini sono iscrizioni su un corpo che ancora si crede visto e vedente. La recensione di Catherine Perret colloca l'opera di Cohen come la prima a problematizzare il cinema come arte delle immagini, seguendo il saggio di Walter Benjamin sulla riproducibilità tecnica con radicalità teorica e cautela micro-analitica.
Fatti principali
- Il libro di Tom Cohen si intitola 'Hitchcock's Cryptonymies'.
- Il libro tratta Hitchcock come nome in codice per un'operazione geopolitica.
- Cohen analizza i film fotogramma per fotogramma per mostrare il controllo della visione da parte delle macchine informative.
- Identifica significanti visivi piantati come spie nelle immagini.
- La 'guerra degli uccelli' si riferisce a una guerra totale delle macchine di registrazione contro la percezione.
- Il libro sostiene che i programmi mnemotecnologici vedono noi, non la visione umana.
- Catherine Perret ha scritto la recensione.
- Cohen segue il saggio di Walter Benjamin sulla riproducibilità tecnica.
Entità
Artisti
- Tom Cohen
- Alfred Hitchcock
- Catherine Perret
- Walter Benjamin
Istituzioni
- artpress
Fonti
- artpress —