Tiphaine Samoyault sulla fotografia, la cancellazione e 'Fin de représentation' di Renaud Auguste-Dormeuil
In un saggio del 2012 per artpress 2 numero 26, intitolato 'MAC/VAL : Ce que l'art fait à la littérature', la scrittrice Tiphaine Samoyault esplora il suo rapporto paradossale con la fotografia. Descrive l'atto di fotografare come una forma di guerra—selezione, occupazione, cattura e sequestro—definendolo 'étreindre un noir' (abbracciare un'oscurità). Samoyault sostiene che la fotografia implica privazione: per il fotografo, interrompe il tempo e anticipa la morte; per il soggetto, nega la scomparsa fissandolo in un'immagine eterna. Trova risonanza nell'installazione 'Fin de représentation' del 2000 di Renaud Auguste-Dormeuil, che presenta fotografie familiari con alcune figure cancellate in sagome nere. L'opera è stata ispirata da una giovane donna della Germania Ovest che si unì ad attività terroristiche negli anni '70 e rimosse tutte le sue immagini per evitare l'identificazione da parte della polizia. Samoyault vede questa cancellazione come sia generale (morte, scomparsa) che intima (confronto con la mortalità). Confessa di non aver mai fotografato suo figlio, una scelta che trova scandalosa per alcuni, e racconta di una donna francese negli Stati Uniti che si è trasferita all'estero per sfuggire alle continue fotografie dei genitori. Samoyault conclude che la fotografia dà e toglie: rivela una mancanza, richiede finzione e apre uno spazio infinito di vite sconosciute—uno spazio simile alla scrittura.
Fatti principali
- Saggio di Tiphaine Samoyault pubblicato su artpress 2 n°26 (agosto/settembre/ottobre 2012)
- Tema del numero: 'MAC/VAL : Ce que l'art fait à la littérature'
- Samoyault descrive la fotografia come 'étreindre un noir' (abbracciare un'oscurità)
- Cita i fotografi Diane Arbus, Raymond Depardon, Walker Evans, Edward Weston, Gerhard Richter e Edward Burtynsky
- L'installazione 'Fin de représentation' del 2000 di Renaud Auguste-Dormeuil presenta figure cancellate in foto familiari
- L'installazione è stata ispirata da una donna della Germania Ovest che si unì ad attività terroristiche negli anni '70 e cancellò le sue immagini
- Samoyault afferma di non aver mai fotografato suo figlio
- Racconta di una donna francese negli Stati Uniti che si è trasferita per sfuggire alle fotografie dei genitori
Entità
Artisti
- Tiphaine Samoyault
- Renaud Auguste-Dormeuil
- Diane Arbus
- Raymond Depardon
- Walker Evans
- Edward Weston
- Gerhard Richter
- Edward Burtynsky
Istituzioni
- artpress
- MAC/VAL
Luoghi
- United States
- France
- West Germany
Fonti
- artpress —