Thomas Dane sul mercato dell'arte post-lockdown: relazioni prima del digitale
Il gallerista londinese Thomas Dane, che ha aperto una sede a Napoli nel 2018, discute l'impatto del COVID-19 sul mondo dell'arte. Sottolinea che la gestione del flusso di cassa e il mantenimento delle relazioni con artisti e clienti sono fondamentali. Sebbene la vendita a distanza e le viewing room online siano strumenti utili, non possono sostituire l'esperienza diretta delle opere. Dane prevede uno spostamento verso il sostegno locale per musei, gallerie e fiere, e si aspetta un dibattito accelerato su questioni ecologiche come il trasporto delle opere. Sottolinea la necessità di una collaborazione pubblico-privato, notando che le relazioni sono la spina dorsale del mercato dell'arte.
Fatti principali
- 1. Thomas Dane gestisce gallerie a Londra e Napoli (aperta nel 2018).
- 2. Cita la gestione del flusso di cassa e le previsioni come preoccupazioni principali.
- 3. Dane afferma che la vendita a distanza richiede forte fiducia e relazioni.
- 4. Crede che le viewing room non possano sostituire l'esperienza diretta dell'arte.
- 5. Dane prevede un maggiore focus sulle scene artistiche locali dopo la pandemia.
- 6. Si aspetta progressi più rapidi nella riduzione dell'impatto ecologico del trasporto delle opere.
- 7. Dane chiede una più forte simbiosi tra settore pubblico e privato.
- 8. L'intervista è stata pubblicata su Artribune nell'aprile 2020.
Entità
Artisti
- Thomas Dane
- Alfonso Artiaco
- Valentina Bonomo
- Franco Noero
- Santa Nastro
- Francesco Arcangeli
Istituzioni
- Thomas Dane Gallery
- Galleria Continua
- Monitor
- Mazzoleni
- Poggiali
- Massimo Minini
- P420
- Artribune
Luoghi
- London
- United Kingdom
- Naples
- Italy
- Bologna
- Rome