L'intervista del 1988 di Thierry Kuntzel sull'estetica della videoarte e il rifiuto del ritmo frenetico della televisione
In un'intervista del 1988 pubblicata da artpress, il videoartista francese Thierry Kuntzel ha espresso la sua distanza dalla cultura video mainstream e dall'estetica televisiva. Kuntzel ha specificamente rifiutato ciò che descriveva come la "rapidité" (rapidità) caratteristica dei videoclip musicali e della programmazione televisiva. L'artista ha posizionato il suo lavoro in opposizione a questa estetica dominante della velocità, suggerendo che la sua pratica artistica abbracciava qualità temporali differenti. L'intervista è apparsa in un dossier intitolato "Dossier qu'est-ce qu'un vidéaste?" (Dossier: Cos'è un videografo?) che esplorava l'identità e la pratica dei videoartisti. Il contributo di Kuntzel ha enfatizzato la sua separazione sia dall'industria video che dal linguaggio visivo frenetico dei media commerciali. L'intervista è stata pubblicata il 1° dicembre 1988 sulla rivista artpress. Le dichiarazioni di Kuntzel rivelano il suo approccio concettuale al video come mezzo distinto dai formati di intrattenimento. L'enfasi dell'artista sull'esperienza temporale contrasta nettamente con i valori di produzione video mainstream della sua epoca.
Fatti principali
- Thierry Kuntzel è stato intervistato nel 1988
- L'intervista è stata pubblicata dalla rivista artpress
- La data di pubblicazione era il 1° dicembre 1988
- Kuntzel ha rifiutato la "rapidité" della televisione e dei videoclip musicali
- Si è distanziato dall'industria video
- L'intervista è apparsa in un dossier sui videoartisti
- Kuntzel ha enfatizzato diverse qualità temporali nel suo lavoro
- Ha posizionato la sua pratica contro l'estetica video mainstream
Entità
Artisti
- Thierry Kuntzel
Istituzioni
- artpress
Fonti
- artpress —