'Marcher, créer' di Thierry Davila esamina la camminata come pratica artistica
In 'Marcher, créer', Thierry Davila traccia l'evoluzione della camminata dalla rappresentazione allegorica a esperienza processuale ed estetica nell'arte moderna. Il libro individua due svolte storiche: la prima, il passaggio dalle raffigurazioni classiche della camminata a un approccio fenomenologico reso possibile dalla cronofotografia dell'Ottocento; la seconda, l'emergere della camminata come pratica estetica, dalle passeggiate romantiche alla 'teoria dell'andatura' di Balzac e al flâneur di Benjamin. Davila sostiene che questo passaggio dalla cinematica alla 'cineplastica' si sia concretizzato in procedure artistiche del Novecento in cui la camminata è diventata uno strumento per interrogare lo spazio urbano. Il libro si concentra su tre casi studio: lo sguardo di Gabriel Orozco come logica associativa per la deriva spazio-temporale; la camminata di Francis Alÿs come gesto di frattura che decostruisce il tessuto urbano; e il movimento collettivo di Stalker come critica delle città funzionaliste. Davila identifica gesti e pratiche che privilegiano movimento, tensione ed energia rispetto a segni e iconologia, inquadrando queste azioni come atti politici che permettono agli artisti di indagare e nominare il mondo. Pubblicato da Éditions du Regard, il libro include una prefazione di Christophe Kihm.
Fatti principali
- Titolo del libro: 'Marcher, créer' di Thierry Davila
- Pubblicato da Éditions du Regard
- Traccia la camminata dall'allegoria all'esperienza estetica
- Discute il ruolo della cronofotografia nella scomposizione del movimento
- Riferimenti alla 'teoria dell'andatura' di Balzac e al flâneur di Benjamin
- Casi studio: Gabriel Orozco, Francis Alÿs, Stalker
- Sostiene che le pratiche di camminata siano atti politici
- Prefazione di Christophe Kihm
Entità
Artisti
- Gabriel Orozco
- Francis Alÿs
- Thierry Davila
- Christophe Kihm
Istituzioni
- Éditions du Regard
- Stalker
Fonti
- artpress —