Il tempo dello sguardo: Différance, traccia e l'impossibilità della presenza
L'articolo, pubblicato su segnonline.it, presenta una meditazione filosofica sulla natura della percezione visiva, attingendo ai concetti di différance e traccia di Jacques Derrida. Sostiene che l'immagine non è una presenza stabile ma un effetto precario, costituito attraverso una rete di riferimenti differenziali che precedono e sconvolgono ogni distinzione fissa. Il testo esplora come il visibile porti con sé una memoria senza origine e un'attesa senza compimento, dispiegandosi in una temporalità che eccede la cronologia lineare. Discute il ruolo dell'articolazione supplementare—linguaggio, interpretazione, contesto—nel produrre presenza, e come i dispositivi di chiarimento riorganizzino questa dinamica integrando la mediazione in modo invisibile. L'articolo illustra queste idee attraverso esempi di arte immersiva: in un'installazione di James Turrell, il campo cromatico sembra dissolvere i riferimenti esterni, creando una sospensione sensoriale che appare immediata, ma la durata dell'esposizione rivela una riemersione indiretta del discorso. Allo stesso modo, nei campi di colore di Mark Rothko e nelle iterazioni di Cy Twombly, la presenza è offerta come tensione intrinseca, dove la stratificazione e la variazione separano l'immagine da se stessa. Il testo conclude che vedere implica l'esposizione a un tessuto di vuoti senza centro, e che l'immagine si identifica con il movimento della sua auto-differenza, un intervallo aperto che ogni esame attraversa senza esaurire.
Fatti principali
- L'articolo è pubblicato su segnonline.it.
- Il titolo è 'Il tempo dello sguardo | Differimento, traccia e impossibilità della presenza'.
- L'articolo discute il concetto di différance nella percezione visiva.
- Fa riferimento alla traccia come ordinamento del regime di visibilità.
- Menziona installazioni immersive di James Turrell.
- Menziona i campi di colore di Mark Rothko.
- Menziona le iterazioni di Cy Twombly.
- L'articolo sostiene che la presenza è un effetto precario, non una radice stabile.
Entità
Artisti
- James Turrell
- Mark Rothko
- Cy Twombly