Il paradosso dell'arte contemporanea: un mondo violento, ma le opere sono corrette e innocue
Christian Caliandro critica la crescente dissociazione tra arte contemporanea e realtà, sostenendo che mentre la violenza globale e il caos politico aumentano, l'arte si è ritirata nella correttezza morale e nell'inoffensività. Cita l'artista Theo Eshetu, che nota come la violenza pervasiva abbia spostato i nostri punti di riferimento, e il musicista Trent Reznor, che paragona il senso collettivo di disconnessione negli Stati Uniti a qualcuno che sposta segretamente i mobili di notte. Caliandro osserva che negli ultimi quindici anni le opere d'arte sono state giudicate principalmente in base al loro pedigree morale e identitario, con i curatori che agiscono come legittimatori morali, controllori e persino censori. Questa richiesta di correttezza è emersa proprio mentre la storia, la politica e la geopolitica sfuggivano al controllo. Il paradosso è che mentre il mondo diventava più brutale, ci si aspettava che l'arte fosse perfettamente controllata, educata e innocua, contraddicendo il ruolo tradizionale dell'arte di essere provocatoriamente 'fuori registro'. Caliandro vede questo come un meccanismo compensatorio che porta a un grande cortocircuito: mentre l'azione collettiva su fatti e scelte veniva persa, l'arte e la cultura erano costrette a seguire protocolli rigidi sotto minaccia di esclusione. Indica la Biennale di Venezia come punto di convergenza dove arte, politica, geopolitica e rappresentazione collassano l'una nell'altra, avvertendo che il ritiro dell'arte in uno spettacolo consolatorio di correttezza rischia di rinunciare alla sua identità trasformativa.
Fatti principali
- Christian Caliandro ha scritto l'articolo per Artribune.
- Theo Eshetu ha dichiarato che la violenza pervasiva ha spostato i nostri punti di riferimento.
- Trent Reznor ha osservato un sentimento collettivo di disconnessione negli Stati Uniti, come qualcuno che sposta segretamente i mobili di notte.
- Caliandro sostiene che per circa quindici anni le opere d'arte sono state giudicate in base alla correttezza morale e identitaria.
- Stefano Chiodi ha descritto la curatela come un 'dispositivo di legittimazione morale'.
- La richiesta che l'arte fosse corretta e inoffensiva è aumentata mentre la politica globale diventava più violenta e caotica.
- Caliandro cita la Biennale di Venezia come esempio della convergenza e del collasso di arte, politica e geopolitica.
- L'articolo avverte che il ritiro dell'arte in uno spettacolo consolatorio di correttezza rischia di rinunciare alla sua identità trasformativa.
Entità
Artisti
- Christian Caliandro
- Theo Eshetu
- Trent Reznor
- Stefano Chiodi
- William Shakespeare
- Eugenio Montale
Istituzioni
- Artribune
- Venice Biennale
Luoghi
- Venice
- Italy
- United States