L'uso improprio di 'Disrupt' nella tecnologia e negli affari
In un articolo di opinione del 2012, l'autore critica l'uso eccessivo e improprio del termine 'disrupt' nel mondo della tecnologia e degli affari. Originariamente con connotazioni negative, la parola è stata adottata da Clayton Christensen nel suo articolo del 1995 sulla Harvard Business Review 'Disruptive Technologies: Catching the Wave', dove teorizzava che le aziende di successo diventano vulnerabili a concorrenti più economici e semplici. Il termine ha guadagnato importanza nella Silicon Valley, specialmente alla conferenza Disrupt organizzata da Michael Arrington a San Francisco, New York e Pechino, con aziende come Airbnb, Uber e TaskRabbit. L'autore sostiene che 'disrupt' è diventato una parola d'ordine usata per coprire una mancanza di idee, spesso associata al taglio dei costi e alla ricerca di uscite rapide, piuttosto che a un'innovazione genuina che migliora la condizione umana. L'articolo conclude suggerendo che 'disrupt' dovrebbe essere usato solo per descrivere veri miglioramenti per la società, non solo servizi più economici.
Fatti principali
- La parola 'disrupt' aveva originariamente connotazioni negative, riferendosi a comportamenti scorretti in classe o interruzioni.
- Clayton Christensen ha introdotto il termine nel suo articolo del 1995 'Disruptive Technologies: Catching the Wave' sulla Harvard Business Review.
- La teoria di Christensen si concentrava su come le aziende di successo diventano vulnerabili a concorrenti con prodotti più economici e semplici.
- La conferenza Disrupt, organizzata da Michael Arrington, si tiene a San Francisco, New York e Pechino.
- Le aziende presentate a Disrupt includono Airbnb, Uber e TaskRabbit.
- Il sindaco di Newark Corey Booker ha parlato alla conferenza Disrupt.
- Il termine 'disrupt' è diventato un verbo comune nelle presentazioni delle startup, spesso usato insieme a 'pivot'.
- L'autore sostiene che 'disrupt' è spesso usato per coprire una mancanza di idee e per giustificare il taglio dei costi.
- L'articolo suggerisce che la vera disruption dovrebbe migliorare la condizione umana, non solo offrire servizi più economici.
Entità
Artisti
- Clayton Christensen
- Michael Arrington
- Corey Booker
Istituzioni
- Harvard Business Review
- Airbnb
- Uber
- TaskRabbit
- Quartz
Luoghi
- San Francisco
- New York
- Beijing
- United States
Fonti
- Quartz —