ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

L'illusione del pubblico pre-pandemico

opinion-review · 2026-04-27

Leonardo Caffo, filosofo e curatore presso la Triennale di Milano e professore al NABA, riflette sul concetto di pubblico nell'era post-pandemica. Sostiene che la pandemia ha accelerato una crisi preesistente del 'pubblico' come autentico incontro incontrollabile con l'altro. Caffo cita esempi come la RAI che cerca coppie come pubblico per Sanremo, le dirette Zoom e Instagram che sostituiscono il pubblico dal vivo nei musei e nei teatri, le partite di calcio con animazioni simulate di tifosi e i talent show che pagano comparse per gli applausi. Mette in dubbio l'autenticità del pubblico pre-pandemico, citando il pubblico televisivo, i giovani precari del mondo dell'arte e gli stadi dopo le tessere del tifoso. Caffo fa riferimento a 'Quando la casa brucia?' (Moretti e Vitali, 2021) di Giorgio Agamben sulla perdita della voce e della relazione genuina negli archivi digitali. Distingue tra i pubblici controllati e surrogati di oggi e l'incontro radicale e imprevedibile esemplificato da un disturbatore a una conferenza, che chiama 'il matto' dei tarocchi di Marsiglia. Caffo invita a ripensare concettualmente la gestione del pubblico nelle arti contemporanee, al di là del ritorno a luoghi affollati, sottolineando la necessità dell'essenza genuina e mostruosa dell'incontro pubblico.

Fatti principali

  • Leonardo Caffo è un filosofo e curatore presso la Triennale di Milano e professore al NABA.
  • Caffo sostiene che la pandemia ha accelerato una crisi preesistente del concetto di 'pubblico'.
  • Esempi includono la RAI che cerca coppie per il pubblico di Sanremo, dirette Zoom/Instagram, animazioni negli stadi di calcio e comparse pagate per programmi TV.
  • Caffo mette in dubbio la realtà del pubblico pre-pandemico: televisione, lavoratori precari dell'arte, stadi con tessere del tifoso.
  • Fa riferimento a 'Quando la casa brucia?' (Moretti e Vitali, 2021) di Giorgio Agamben sulla perdita della voce e della relazione negli archivi.
  • Caffo distingue tra pubblici surrogati controllati e l'incontro radicale genuino, esemplificato da un disturbatore a una conferenza.
  • Invita a ripensare la gestione del pubblico nelle arti contemporanee al di là del ritorno a luoghi affollati.
  • Caffo sottolinea la necessità dell'essenza genuina e mostruosa dell'incontro pubblico.

Entità

Artisti

  • Leonardo Caffo
  • Giorgio Agamben
  • Carmelo Bene
  • Antonin Artaud
  • Umberto Eco

Istituzioni

  • La Triennale di Milano
  • NABA
  • RAI
  • Moretti e Vitali

Luoghi

  • Milano
  • Bergamo

Fonti