L'arte della corrida: AI NO CORRIDA
Uscito in Francia nel 1976, il film di Nagisa Oshima 'Ai no Corrida' ('L'impero dei sensi') approfondisce la corrida, ritraendola come una fusione di valori opposti: la ferocia intrecciata con la nobiltà e la grazia contrastata con il kitsch. L'autore percepisce la corrida sia come spettacolo che come rito, situato tra sacrificio grottesco e macellazione squisita. Le parole di Picasso collegano questa pratica ai temi dell'amore e della violenza. La corrida è illustrata come un potlatch simbolico, dove la morte aderisce a principi artistici, e la dinamica tra il torero e il toro riflette l'erotismo. Riferendosi a Georges Bataille e citando poeti e toreri, il testo evidenzia il delicato equilibrio di luce e ombra, sottolineando la corrida come un'arte effimera, viva solo nel presente e nella memoria.
Fatti principali
- Il testo è un commento sul film di Nagisa Oshima 'Ai no Corrida' (1976).
- La corrida è descritta come un crogiolo di valori contraddittori.
- La citazione di Picasso su massa, corrida e bordello è usata come manifesto.
- La corrida è un potlatch simbolico ed erotico.
- Viene fatto riferimento al concetto di 'sole marcio' di Georges Bataille.
- Il torero e il toro hanno una relazione dissimmetrica simile all'attività erotica.
- La corrida è considerata la forma d'arte più volatile.
- Il testo cita poeti e toreri tra cui José Bergamín e Pepe Luis Vázquez.
Entità
Artisti
- Nagisa Oshima
- Pablo Picasso
- Georges Bataille
- Michel Leiris
- Luis Miguel Dominguín
- José Bergamín
- Pepe Luis Vázquez
- Quincy Jones
Luoghi
- France
- Spain
Fonti
- artpress —