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Il critico d'arte non deve colludere con gli artisti

opinion-review · 2026-04-27

Pericle Guaglianone sostiene che la crisi della critica d'arte italiana non deriva da una mancanza di vicinanza tra critici e artisti, ma da un eccesso di essa. Egli afferma che il curatore, prodotto della simbiosi critico-artista, ha finito per dominare, marginalizzando una critica autonoma e valutativa. Guaglianone invita a un rilancio di una scrittura distaccata e pungente, esemplificata da figure come Piero Scaruffi, Paolo Mereghetti e Aldo Grasso, e mette in guardia contro la diluizione del giudizio critico attraverso la collusione sociale. Cita precedenti storici da Baudelaire a Pasolini e Carla Lonzi per sottolineare la necessità di parresia e critica esplicita. L'articolo, pubblicato su Artribune, esorta a un ritorno a una scrittura d'arte tagliente e indipendente.

Fatti principali

  • Pericle Guaglianone ha scritto l'articolo per Artribune.
  • L'articolo è stato pubblicato nel novembre 2023.
  • Guaglianone sostiene che critici e artisti sono già troppo vicini, non troppo distanti.
  • Afferma che la figura del curatore è emersa dal paradigma della prossimità.
  • Invita a un rilancio di una critica autonoma e valutativa.
  • Menziona Piero Scaruffi, Paolo Mereghetti e Aldo Grasso come modelli.
  • Fa riferimento a Baudelaire, Pasolini e Carla Lonzi.
  • Sostiene che la mancanza di scrittura incisiva sia il problema principale.

Entità

Artisti

  • Pericle Guaglianone
  • Carla Lonzi
  • Baudelaire
  • Pasolini
  • Piero Scaruffi
  • Paolo Mereghetti
  • Aldo Grasso
  • Harald Szeemann

Istituzioni

  • Artribune

Luoghi

  • Italy

Fonti