Il manifesto antagonista: dal surrealpop all'allucinazione
Marcello Faletra traccia l'evoluzione del manifesto antagonista dalle rivolte degli anni '60 e '70 alla sua rinascita contemporanea. Dopo gli anni '80, che hanno visto poche tracce, il lancio della rivista Juxtapoz nel 1994 ha elevato l'illustrazione e la creazione di manifesti allo status di arte concettuale. Artisti come Mark Ryden, Winston Smith, Trevor Brown e l'europeo Igor Hofbauer hanno utilizzato il manifesto per analizzare la narcosi disneyana attraverso il surrealpop e l'agitprop. La recente mostra di Hofbauer allo Spazio Cerere di Roma, curata da Marco Cirillo Pedri, presenta visioni allucinatorie di una società disumanizzata, in eco alla 'mostra delle atrocità' di Ballard. La forma del manifesto attinge dalla grafica situazionista e post-punk, rifiutando l'illusione realistica per l'imprevedibilità dell'allucinazione – un incontro traumatico lacaniano con il reale. La parodia e la dissacrazione servono le storie degli oppressi, come nei murales messicani. Dai futuristi russi ai lettristi fino ai manifesti del 1968 e del 1977, il manifesto è stato una breccia nei mercati della comunicazione sociale. Jean-François Lyotard ha definito il manifesto 'il sintomo di un inconscio politico', prezioso per il suo contrasto con il sistema. Il manifesto antagonista riconquista spazio dalla privatizzazione violenta, come riecheggiato da un manifesto dei ferrovieri francesi: 'quando tutto è privato, sarete privati di tutto'. Questo si collega al libro-manifesto del geografo Yves Lacoste del 1976 'La géographie, ça sert, d'abord, à faire la guerre'.
Fatti principali
- La rivista Juxtapoz è stata lanciata nel 1994, elevando l'illustrazione e la creazione di manifesti ad arte concettuale.
- Gli artisti Mark Ryden, Winston Smith, Trevor Brown e Igor Hofbauer utilizzano surrealpop e agitprop nei manifesti.
- Le opere di Igor Hofbauer sono state recentemente esposte allo Spazio Cerere di Roma, curate da Marco Cirillo Pedri.
- Le visioni di Hofbauer sono allucinatorie, disumanizzate, parallele alla 'mostra delle atrocità' di Ballard.
- La forma del manifesto attinge dalla grafica situazionista e post-punk.
- Jean-François Lyotard ha descritto il manifesto come 'il sintomo di un inconscio politico'.
- Un manifesto dei ferrovieri francesi recita: 'quando tutto è privato, sarete privati di tutto'.
- Yves Lacoste ha scritto un libro-manifesto nel 1976 intitolato 'La géographie, ça sert, d'abord, à faire la guerre'.
Entità
Artisti
- Mark Ryden
- Winston Smith
- Trevor Brown
- Igor Hofbauer
- Marco Cirillo Pedri
- Jean-François Lyotard
- Yves Lacoste
- Marcello Faletra
Istituzioni
- Juxtapoz
- Spazio Cerere
- Artribune
Luoghi
- Rome
- Italy