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'Fallimento' di Teresa Macrì esplora il fallimento come dispositivo artistico

publication · 2026-05-05

Il libro 'Fallimento' di Teresa Macrì, pubblicato da Postmedia Books nel 2017, ridefinisce il fallimento non come concetto ma come evento, un intervallo temporale o un 'dispositivo' che plasma l'esistenza. Attingendo a Gilles Deleuze, Macrì sostiene che il fallimento è ciò che ci rende umani, agendo come una forza dialettica che separa e proietta la vita nell'anacronismo. Il libro posiziona il fallimento come una rottura drammatica e metafisica, una 'ferita' simile alla nozione di Samuel Beckett di 'improvvisa irruzione del nulla nella pienezza dell'esistenza'. Macrì collega questo all'idea di 'de-definizione' dell'arte di Harold Rosenberg del 1972, dove l'arte nega se stessa per legittimarsi attraverso il dubbio. Il volume esamina artisti come Francis Alÿs, le cui opere assurde e illogiche sono inquadrate come 'metafore alienanti' che trasformano il paradosso in dispositivo linguistico, e Sislej Xhafa, i cui détournements nascono da conflitti tra identità e non-identità in contesti migratori. Macrì evita deliberatamente il discorso estetico, trattando l'arte radicale come atti di resistenza esposti al rischio del fallimento. Viene citato Harald Szeemann: 'Per me, il fallimento è una dimensione poetica dell'arte'. Il libro fa anche riferimento alla conversazione del 1968 tra Michel Foucault e Claude Bonnefoy sul 'bel rischio'. Il lavoro precedente di Macrì 'Politics/Poetics' informa la sua visione del fallimento come politica dell'esistenza. Il libro di 172 pagine costa €16,90 ed è disponibile su postmediabooks.it.

Fatti principali

  • Il libro 'Fallimento' di Teresa Macrì è stato pubblicato da Postmedia Books nel 2017.
  • Il libro tratta il fallimento come evento, intervallo temporale o dispositivo, non come concetto.
  • Macrì cita Gilles Deleuze: 'l'attuale non è ciò che siamo, ma ciò che diventiamo.'
  • Il fallimento è descritto come una 'ferita' e collegato all'idea di 'nulla' di Samuel Beckett.
  • Viene fatto riferimento al termine 'de-definizione' dell'arte di Harold Rosenberg del 1972.
  • Francis Alÿs è discusso per le sue opere assurde e paradossali.
  • I détournements di Sislej Xhafa esplorano identità e migrazione.
  • Harald Szeemann ha definito il fallimento 'una dimensione poetica dell'arte'.
  • Viene citata la conversazione del 1968 di Michel Foucault sul 'bel rischio'.
  • Il libro costa €16,90 e ha 172 pagine.

Entità

Artisti

  • Teresa Macrì
  • Francis Alÿs
  • Sislej Xhafa
  • Samuel Beckett
  • Harold Rosenberg
  • Gilles Deleuze
  • Harald Szeemann
  • Michel Foucault
  • Claude Bonnefoy
  • Maurice Blanchot
  • René Magritte
  • Marcello Faletra

Istituzioni

  • Postmedia Books
  • Galleria Continua

Luoghi

  • Milan
  • Italy
  • San Gimignano
  • Beijing
  • Le Moulin
  • Havana

Fonti