'Fallimento' di Teresa Macrì esplora il fallimento come dispositivo artistico
Il libro 'Fallimento' di Teresa Macrì, pubblicato da Postmedia Books nel 2017, ridefinisce il fallimento non come concetto ma come evento, un intervallo temporale o un 'dispositivo' che plasma l'esistenza. Attingendo a Gilles Deleuze, Macrì sostiene che il fallimento è ciò che ci rende umani, agendo come una forza dialettica che separa e proietta la vita nell'anacronismo. Il libro posiziona il fallimento come una rottura drammatica e metafisica, una 'ferita' simile alla nozione di Samuel Beckett di 'improvvisa irruzione del nulla nella pienezza dell'esistenza'. Macrì collega questo all'idea di 'de-definizione' dell'arte di Harold Rosenberg del 1972, dove l'arte nega se stessa per legittimarsi attraverso il dubbio. Il volume esamina artisti come Francis Alÿs, le cui opere assurde e illogiche sono inquadrate come 'metafore alienanti' che trasformano il paradosso in dispositivo linguistico, e Sislej Xhafa, i cui détournements nascono da conflitti tra identità e non-identità in contesti migratori. Macrì evita deliberatamente il discorso estetico, trattando l'arte radicale come atti di resistenza esposti al rischio del fallimento. Viene citato Harald Szeemann: 'Per me, il fallimento è una dimensione poetica dell'arte'. Il libro fa anche riferimento alla conversazione del 1968 tra Michel Foucault e Claude Bonnefoy sul 'bel rischio'. Il lavoro precedente di Macrì 'Politics/Poetics' informa la sua visione del fallimento come politica dell'esistenza. Il libro di 172 pagine costa €16,90 ed è disponibile su postmediabooks.it.
Fatti principali
- Il libro 'Fallimento' di Teresa Macrì è stato pubblicato da Postmedia Books nel 2017.
- Il libro tratta il fallimento come evento, intervallo temporale o dispositivo, non come concetto.
- Macrì cita Gilles Deleuze: 'l'attuale non è ciò che siamo, ma ciò che diventiamo.'
- Il fallimento è descritto come una 'ferita' e collegato all'idea di 'nulla' di Samuel Beckett.
- Viene fatto riferimento al termine 'de-definizione' dell'arte di Harold Rosenberg del 1972.
- Francis Alÿs è discusso per le sue opere assurde e paradossali.
- I détournements di Sislej Xhafa esplorano identità e migrazione.
- Harald Szeemann ha definito il fallimento 'una dimensione poetica dell'arte'.
- Viene citata la conversazione del 1968 di Michel Foucault sul 'bel rischio'.
- Il libro costa €16,90 e ha 172 pagine.
Entità
Artisti
- Teresa Macrì
- Francis Alÿs
- Sislej Xhafa
- Samuel Beckett
- Harold Rosenberg
- Gilles Deleuze
- Harald Szeemann
- Michel Foucault
- Claude Bonnefoy
- Maurice Blanchot
- René Magritte
- Marcello Faletra
Istituzioni
- Postmedia Books
- Galleria Continua
Luoghi
- Milan
- Italy
- San Gimignano
- Beijing
- Le Moulin
- Havana