Il personale della Tate sciopera per la disputa salariale dopo il voto sindacale
Il personale delle gallerie Tate sciopererà dal 26 novembre al 2 dicembre, con oltre 150 membri partecipanti. Il Public and Commercial Services Union ha organizzato una votazione in cui il 98% ha votato a favore dell'azione con un'affluenza dell'87%. I lavoratori hanno rifiutato un aumento salariale del 2-3%, definito offensivo dal PCS. Un sondaggio sindacale ha rilevato che il 72,2% dei dipendenti Tate fatica a far fronte ai costi della vita. Il segretario generale del PCS Fran Heathcote ha criticato gli alti stipendi dei direttori, notando che la fascia retributiva di Maria Balshaw di £220.000–225.000 è 6,5 volte superiore alla mediana. Il rapporto del consiglio della Tate per il 2024–25 evidenzia questa disparità. Un portavoce della Tate ha dichiarato che i risparmi hanno consentito un aumento del 3% per la maggior parte dei ruoli, con i direttori che non ricevono alcun aumento per bilanciare i costi. L'istituzione mira a un modello finanziario sostenibile per supportare gli investimenti a lungo termine nel personale.
Fatti principali
- Date dello sciopero: 26 novembre - 2 dicembre
- Oltre 150 membri del personale Tate coinvolti
- 98% dei voti a favore con un'affluenza dell'87%
- Aumento salariale offerto: 2-3%
- 72,2% del personale segnala stipendi insufficienti per i costi della vita
- Retribuzione di Maria Balshaw: £220.000–225.000
- La retribuzione dei direttori è 6,5 volte superiore alla mediana della forza lavoro
- I direttori della Tate non ricevono alcun aumento percentuale quest'anno
Entità
Istituzioni
- Tate
- Public and Commercial Services Union
- The Guardian
- Tate's Board of Trustees