La mostra 'A Bigger Splash' della Tate Modern non riesce a connettere pittura e performance
La mostra della Tate Modern 'A Bigger Splash: Painting after Performance', in programma dal 14 novembre 2012 al 1 aprile 2013 e curata da Catherine Wood, esplora l'interazione tra pittura e performance dagli anni Cinquanta. Si apre con 'A Bigger Splash' di David Hockney e 'Summertime: Number 9A' di Jackson Pollock, ma il confronto manca di efficacia. La mostra soffre di una struttura disarticolata, con una sezione cronologica affiancata da sale monografiche dedicate a figure come Joan Jonas e Lucy McKenzie. Notevolmente assenti sono artisti performativi contemporanei come Bobby Baker e La Ribot, e l'uso di materiali audiovisivi è minimo. Di conseguenza, la mostra presenta pittura e performance insieme senza un'interazione significativa.
Fatti principali
- Mostra 'A Bigger Splash: Painting after Performance' alla Tate Modern dal 14 novembre 2012 al 1 aprile 2013.
- Curata da Catherine Wood, direttrice dell'arte contemporanea e della performance alla Tate Modern.
- Prende come punto di partenza 'A Bigger Splash' di David Hockney e 'Summertime: Number 9A' di Jackson Pollock dalla collezione permanente del museo.
- Mostra criticata per la mancanza di un filo conduttore coerente e di una prospettiva storica.
- Prima parte cronologica, seconda parte con sale monografiche per Joan Jonas, Guy de Cointet, Marc Camille Chaimowicz, Lucy McKenzie.
- Non riesce a esaminare l'influenza delle arti visive sulla performance, omettendo artisti come Bobby Baker e La Ribot.
- Archivi audiovisivi sottoutilizzati; film su piccoli schermi, clip troppo brevi.
- I Tanks, nuovo spazio per performance e video, inaugurato nell'estate 2012 alla Tate Modern.
Entità
Artisti
- David Hockney
- Jackson Pollock
- Joan Jonas
- Guy de Cointet
- Marc Camille Chaimowicz
- Lucy McKenzie
- Bobby Baker
- La Ribot
- Chloé Déchery
Istituzioni
- Tate Modern
- Hayward Gallery
- The Tanks
Luoghi
- Londres
- United Kingdom
Fonti
- artpress —