La Prima Riorganizzazione della Collezione della Tate Britain in un Decennio Privilegia la Storia Sociale Rispetto al Valore Estetico
La Tate Britain ha svelato la prima riorganizzazione della sua collezione in dieci anni, suscitando critiche per aver dato priorità a temi sociali e politici contemporanei rispetto al merito artistico. Il nuovo allestimento, che sostituisce la disposizione cronologica del 2013 dell'ex direttrice Penelope Curtis, organizza l'arte storica britannica attorno a questioni come il postcolonialismo, la schiavitù, la razza, il ruolo delle donne, i soggetti queer e la migrazione. Gallerie specifiche illustrano questo approccio: 'Troubled Glamour 1760-1830' collega i ritratti del XVIII secolo all'impero e alla tratta degli schiavi, mentre 'Revolution and Reform 1776–1833' include 'La morte del maggiore Peirson' di John Singleton Copley principalmente per la presenza di un fuciliere nero. Le opere di George Romney, Thomas Gainsborough e George Stubbs sono inquadrate attraverso i loro legami con il commercio transatlantico e lo sfruttamento del lavoro. La riorganizzazione si estende alle gallerie del dopoguerra, dove 'Construction 1955–1965' collega l'arte neo-costruttivista alla ricostruzione postbellica e allo Stato sociale. I critici sostengono che questa 'storia sociale dell'arte zombificata' riduce l'arte a illustrazioni di ingiustizie, mettendo in secondo piano le intenzioni degli artisti e criteri estetici come la bellezza. Lo sforzo del museo di attrarre nuovi pubblici attraverso la politica identitaria solleva interrogativi sulla sua rilevanza e sulla profondità della presentazione dell'arte britannica.
Fatti principali
- La riorganizzazione della collezione della Tate Britain è la prima in 10 anni
- La riorganizzazione sostituisce l'allestimento cronologico del 2013 dell'ex direttrice Penelope Curtis
- Il nuovo allestimento organizza l'arte attorno a questioni sociali come postcolonialismo, schiavitù, razza, donne, soggetti queer e migrazione
- Gallerie specifiche includono 'Troubled Glamour 1760-1830' e 'Revolution and Reform 1776–1833'
- Le opere di George Romney, Thomas Gainsborough e George Stubbs sono contestualizzate attraverso i legami con l'impero e il lavoro
- 'La morte del maggiore Peirson' di John Singleton Copley è inclusa in parte per la presenza di un fuciliere nero
- La riorganizzazione si estende alle gallerie del dopoguerra, collegando l'arte a temi come la ricostruzione postbellica
- I critici sostengono che l'approccio mette in secondo piano il merito artistico e riduce la storia a ingiustizia
Entità
Artisti
- Penelope Curtis
- Mona Hatoum
- George Romney
- Thomas Gainsborough
- George Stubbs
- John Singleton Copley
- Samuel Johnson
- Francis Barber
Istituzioni
- Tate Britain
- Tate Modern
Luoghi
- Britain
- Lancaster
- Grenada
- British Guiana
- Jamaica