Tarik Kiswanson: scolpire lo sradicamento e la migrazione
Tarik Kiswanson, vincitore del Premio Marcel Duchamp, nato da genitori palestinesi in Svezia e ora residente a Parigi, esplora la migrazione e lo sradicamento attraverso sculture, film e installazioni. Il suo lavoro utilizza la levitazione come metafora della condizione dell'immigrato, con pezzi come la scultura a forma di uovo 'The Wait' (2023) sospesa tra le pareti. Il suo film 'The Fall' (2020) allunga la caduta all'indietro di un ragazzo in una sequenza di dieci minuti. Kiswanson ha iniziato come poeta all'età di 13 anni, per poi passare all'arte visiva. Attualmente ha una mostra antologica alla Oakville Galleries in Ontario, una residenza alla Villa Albertine a New York, e mostre imminenti a Madrid e Francoforte. La sua ricerca include i designer di mobili George Nakashima e Thomas Day, esplorando la creazione in mezzo all'oppressione.
Fatti principali
- Tarik Kiswanson è vincitore del Premio Marcel Duchamp.
- È nato da genitori palestinesi in Svezia e vive a Parigi.
- Il suo lavoro utilizza la levitazione come metafora dello sradicamento.
- La scultura 'The Wait' (2023) è una forma a uovo sospesa tra le pareti.
- Il film 'The Fall' (2020) mostra un ragazzo che cade all'indietro per dieci minuti.
- Ha iniziato a scrivere poesie all'età di 13 anni.
- Ha una mostra antologica alla Oakville Galleries in Ontario.
- Ha una residenza alla Villa Albertine a New York.
- Mostre imminenti a Madrid e Francoforte.
- La ricerca include i designer di mobili George Nakashima e Thomas Day.
Entità
Artisti
- Tarik Kiswanson
- René Gabriel
- George Nakashima
- Thomas Day
Istituzioni
- Canvas
- Oakville Galleries
- French Ministry for Europe and Foreign Affairs Villa Albertine
- Centre Pompidou
- Prix Marcel Duchamp
Luoghi
- Sweden
- Paris
- Berlin
- London
- New York
- Ontario
- California
- North Carolina
- Idaho
- Madrid
- Frankfurt
- Brussels
- Malmö
- Jordan
- Turkey
- Germany
- North Africa
- Europe