Le Lingue Soprannaturali di Tarek Lakhrissi Illuminano l'Osservatorio Collettivo di Edimburgo
L'artista e poeta francese Tarek Lakhrissi presenta 'I wear my wounds on my tongue (II)' al Collective di Edimburgo, una mostra aperta fino al 1° ottobre. Situata su Calton Hill, sito storico dell'Illuminismo scozzese, l'esposizione trasforma l'ex osservatorio astronomico con sculture, luce e suono. Tre grandi sculture a forma di lingua in resina rosa poggiano su plinti in acciaio scuro sotto la cupola, evocando forme extraterrestri. Lakhrissi applica pellicola gialla alle finestre a griglia, proiettando una calda luce cangiante che anima le sculture traslucide durante il giorno. Una colonna sonora di 11 minuti, creata con il compositore di musica elettronica Victor da Silva, presenta la voce alterata dell'artista e culmina in un apice post-rock, udibile dall'esterno. Il titolo fa riferimento alla raccolta poetica del 1997 'Bite Hard' di Justin Chin. In contrasto con l'empirismo naturalistico di David Hume, Lakhrissi invita a una prospettiva soprannaturale, creando un'esperienza sensoriale e filosofica che guarda oltre la natura.
Fatti principali
- Mostra 'I wear my wounds on my tongue (II)' di Tarek Lakhrissi al Collective, Edimburgo
- Aperta fino al 1° ottobre
- Presenta tre sculture a forma di lingua in resina rosa su plinti in acciaio
- Include un'installazione luminosa con pellicola gialla sulle finestre
- Collaborazione sonora con Victor da Silva
- Il titolo fa riferimento alla raccolta poetica del 1997 'Bite Hard' di Justin Chin
- Situata su Calton Hill, sito dell'Illuminismo scozzese
- Contrasta con l'empirismo naturalistico di David Hume
Entità
Artisti
- Tarek Lakhrissi
- Justin Chin
- Victor da Silva
- David Hume
Istituzioni
- Collective
- ArtReview
Luoghi
- Edinburgh
- Scotland
- Calton Hill