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Il documentario del 2017 di Tan Pin Pin IN TIME TO COME cattura i rituali banali di Singapore come archivio per il futuro

opinion-review · 2026-04-20

Il documentario del 2017 IN TIME TO COME della regista singaporiana Tan Pin Pin si allontana dalle narrazioni incentrate sui personaggi per concentrarsi su scene di folla, raffigurando rituali quotidiani trascurati a Singapore. Girato durante il Giubileo d'oro del paese nel 2015, il film di 62 minuti utilizza lunghe inquadrature fisse di eventi come la disinfestazione delle zanzare, l'apertura di librerie e le cerimonie delle capsule del tempo. Tan rivela in un Q&A post-proiezione di essersi concentrata sugli aspetti banali piuttosto che sulle celebrazioni ufficiali. Il film include scene come lavoratori edili sudasiatici che fissano un ceppo di baniano tagliato, una simulazione antincendio con un avviso disincarnato e la nebbia che si dirada da un parcheggio fumigato. Un momento toccante mostra un addetto museale che maneggia un elenco telefonico del 1990 proveniente da una capsula del tempo, evidenziando artefatti personali. L'ispirazione di Tan è arrivata dalle riprese d'archivio del defunto Ivan Polunin sulla Singapore pre-indipendenza, presenti nel suo film del 2007 Invisible City. Suggerisce che i futuri spettatori potrebbero trovare un significato inaspettato nei dettagli banali di oggi. Il documentario, recensito nel numero invernale 2017 di ArtReview Asia, evita grandi sconvolgimenti e trova invece pathos nei momenti ordinari, servendo come archivio per le generazioni future. Le opere precedenti di Tan includono Singapore GaGa (2005) e il film vietato To Singapore, with Love (2013), che ha vinto premi ai festival di Busan e Dubai.

Fatti principali

  • IN TIME TO COME è un documentario del 2017 della regista singaporiana Tan Pin Pin
  • Il film si concentra sui rituali banali di Singapore, girati durante il Giubileo d'oro del 2015
  • Utilizza lunghe inquadrature fisse di scene di folla senza evidenziare individui specifici
  • Tan è stata ispirata dalle riprese d'archivio di Ivan Polunin sulla Singapore pre-indipendenza
  • Una scena chiave mostra un addetto museale che maneggia un elenco telefonico del 1990 proveniente da una capsula del tempo
  • Il documentario dura 62 minuti ed è stato recensito nel numero invernale 2017 di ArtReview Asia
  • Il film precedente di Tan To Singapore, with Love (2013) è vietato a Singapore ma ha vinto premi a Busan e Dubai
  • Il film cattura eventi come la disinfestazione delle zanzare, l'apertura di librerie e le cerimonie delle capsule del tempo

Entità

Artisti

  • Tan Pin Pin
  • Ivan Polunin

Istituzioni

  • ArtReview Asia

Luoghi

  • Singapore
  • Busan
  • Dubai

Fonti