Take Me (I’m Yours): La mostra partecipativa alla Pirelli HangarBicocca
La mostra 'Take Me (I’m Yours)' alla Pirelli HangarBicocca di Milano, curata da Chiara Parisi e Roberta Tenconi, presenta 56 opere che i visitatori possono toccare, usare, modificare, consumare, indossare, acquistare o portare via gratuitamente. Il progetto ha origine dall'opera del 1991 di Christian Boltanski 'Quai de la Gare', composta da cumuli di abiti usati che il pubblico poteva prendere. Questa edizione è la più grande mai realizzata, in concomitanza con una versione al Jewish Museum di New York fino al 5 novembre. La mostra include performance di Cesare Pietroiusti, Patrizio di Massimo, Otobong Nkanga e Pierre Huyghe. Artisti come Hans-Peter Feldmann e Christian Boltanski ritornano, con nuovi contributi di Giorgio Andreotta Calò. Le opere spaziano da 'Wish Tree' (1966-2017) di Yoko Ono nell'atrio a 'Take my Tears' (2017) di Francesco Vezzoli, dove una lacrima rossa viene aggiunta al volto dei visitatori. Altri pezzi includono spille di Gilbert & George, biglietti da visita di Herman Chong e uova dipinte a mano di Friederike Mayröcker e Sarah Ortmeyer. La mostra esplora la dematerializzazione dell'arte, con opere che possono essere esaurite e ricomposte. È aperta fino al 14 gennaio, con una capienza limitata a 70 visitatori per turno.
Fatti principali
- Take Me (I’m Yours) è alla Pirelli HangarBicocca, Milano, fino al 14 gennaio.
- La mostra presenta 56 opere che possono essere toccate, usate, modificate, consumate, indossate, acquistate o portate via gratuitamente.
- Il progetto ha origine dall'opera del 1991 di Christian Boltanski 'Quai de la Gare'.
- Questa è la più grande edizione della mostra, con una versione concomitante al Jewish Museum di New York fino al 5 novembre.
- Gli artisti includono Hans-Peter Feldmann, Christian Boltanski, Giorgio Andreotta Calò, Yoko Ono, Francesco Vezzoli, Gilbert & George, Herman Chong, Cesare Pietroiusti, Friederike Mayröcker, Sarah Ortmeyer e Pierre Huyghe.
- Le performance sono di Cesare Pietroiusti, Patrizio di Massimo, Otobong Nkanga e Pierre Huyghe.
- Le opere possono essere esaurite e ricomposte, con alcune come i biglietti da visita di Herman Chong che potrebbero non esaurirsi mai.
- La capienza dei visitatori è limitata a 70 persone per turno, con prenotazione obbligatoria.
Entità
Artisti
- Hans Ulrich Obrist
- Félix González-Torres
- Christian Boltanski
- Cesare Pietroiusti
- Patrizio di Massimo
- Otobong Nkanga
- Pierre Huyghe
- Hans-Peter Feldmann
- Giorgio Andreotta Calò
- Yoko Ono
- Francesco Vezzoli
- Gilbert & George
- Herman Chong
- Friederike Mayröcker
- Sarah Ortmeyer
- Riccardo Paratore
- Alison Knowles
- Tino Sehgal
- Ho Rui An
- Vaccari
- Chiara Parisi
- Roberta Tenconi
- Rirkrit Tiravanija
- Alberto Garutti
- Carsten Höller
- Ian Cheng
- Rachel Rose
- Douglas Gordon
- Maurizio Cattelan
- Alighiero Boetti
- Daniel Spoerri
- Lawrence Weiner
- Franco Vaccari
- Lucio Fontana
- Anselm Kiefer
- Marilena Di Tursi
Istituzioni
- Pirelli HangarBicocca
- Jewish Museum New York
- Artribune
- Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo
- Serpentine Gallery
- Corriere del Mezzogiorno
- Corriere della Sera
- Segno arte contemporanea
- James Fuentes
Luoghi
- Milan
- Italy
- New York
- United States
- London
- United Kingdom
- Paris
- France
- Copenhagen
- Denmark
- Buenos Aires
- Argentina