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Take Me (I’m Yours): La mostra partecipativa alla Pirelli HangarBicocca

exhibition · 2026-05-05

La mostra 'Take Me (I’m Yours)' alla Pirelli HangarBicocca di Milano, curata da Chiara Parisi e Roberta Tenconi, presenta 56 opere che i visitatori possono toccare, usare, modificare, consumare, indossare, acquistare o portare via gratuitamente. Il progetto ha origine dall'opera del 1991 di Christian Boltanski 'Quai de la Gare', composta da cumuli di abiti usati che il pubblico poteva prendere. Questa edizione è la più grande mai realizzata, in concomitanza con una versione al Jewish Museum di New York fino al 5 novembre. La mostra include performance di Cesare Pietroiusti, Patrizio di Massimo, Otobong Nkanga e Pierre Huyghe. Artisti come Hans-Peter Feldmann e Christian Boltanski ritornano, con nuovi contributi di Giorgio Andreotta Calò. Le opere spaziano da 'Wish Tree' (1966-2017) di Yoko Ono nell'atrio a 'Take my Tears' (2017) di Francesco Vezzoli, dove una lacrima rossa viene aggiunta al volto dei visitatori. Altri pezzi includono spille di Gilbert & George, biglietti da visita di Herman Chong e uova dipinte a mano di Friederike Mayröcker e Sarah Ortmeyer. La mostra esplora la dematerializzazione dell'arte, con opere che possono essere esaurite e ricomposte. È aperta fino al 14 gennaio, con una capienza limitata a 70 visitatori per turno.

Fatti principali

  • Take Me (I’m Yours) è alla Pirelli HangarBicocca, Milano, fino al 14 gennaio.
  • La mostra presenta 56 opere che possono essere toccate, usate, modificate, consumate, indossate, acquistate o portate via gratuitamente.
  • Il progetto ha origine dall'opera del 1991 di Christian Boltanski 'Quai de la Gare'.
  • Questa è la più grande edizione della mostra, con una versione concomitante al Jewish Museum di New York fino al 5 novembre.
  • Gli artisti includono Hans-Peter Feldmann, Christian Boltanski, Giorgio Andreotta Calò, Yoko Ono, Francesco Vezzoli, Gilbert & George, Herman Chong, Cesare Pietroiusti, Friederike Mayröcker, Sarah Ortmeyer e Pierre Huyghe.
  • Le performance sono di Cesare Pietroiusti, Patrizio di Massimo, Otobong Nkanga e Pierre Huyghe.
  • Le opere possono essere esaurite e ricomposte, con alcune come i biglietti da visita di Herman Chong che potrebbero non esaurirsi mai.
  • La capienza dei visitatori è limitata a 70 persone per turno, con prenotazione obbligatoria.

Entità

Artisti

  • Hans Ulrich Obrist
  • Félix González-Torres
  • Christian Boltanski
  • Cesare Pietroiusti
  • Patrizio di Massimo
  • Otobong Nkanga
  • Pierre Huyghe
  • Hans-Peter Feldmann
  • Giorgio Andreotta Calò
  • Yoko Ono
  • Francesco Vezzoli
  • Gilbert & George
  • Herman Chong
  • Friederike Mayröcker
  • Sarah Ortmeyer
  • Riccardo Paratore
  • Alison Knowles
  • Tino Sehgal
  • Ho Rui An
  • Vaccari
  • Chiara Parisi
  • Roberta Tenconi
  • Rirkrit Tiravanija
  • Alberto Garutti
  • Carsten Höller
  • Ian Cheng
  • Rachel Rose
  • Douglas Gordon
  • Maurizio Cattelan
  • Alighiero Boetti
  • Daniel Spoerri
  • Lawrence Weiner
  • Franco Vaccari
  • Lucio Fontana
  • Anselm Kiefer
  • Marilena Di Tursi

Istituzioni

  • Pirelli HangarBicocca
  • Jewish Museum New York
  • Artribune
  • Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo
  • Serpentine Gallery
  • Corriere del Mezzogiorno
  • Corriere della Sera
  • Segno arte contemporanea
  • James Fuentes

Luoghi

  • Milan
  • Italy
  • New York
  • United States
  • London
  • United Kingdom
  • Paris
  • France
  • Copenhagen
  • Denmark
  • Buenos Aires
  • Argentina

Fonti