T-yong Chung: scolpire il vuoto tra Oriente e Occidente
Lo scultore coreano T-yong Chung (Tae-gu, 1977), attivo in Italia dal 2010, racconta il suo processo creativo in un'intervista. Formatosi a Brera e a Carrara, ha scoperto la storia dell'arte italiana del dopoguerra ed è stato attratto dal classicismo, che fonde con sensibilità contemporanee. La sua tecnica consiste nell'usare una levigatrice industriale per abrasare i busti classici in gesso, riducendoli a forme delicate, quasi svanenti. Il gesto è intimo, rivela un vuoto interiore che egli equipara all'essenza del soggetto. Realizza ritratti di sua madre, sua moglie e figure storiche come John Keats e Testori. Per la Collezione Cattelani, ha levigato statue religiose scartate di Gesù e Maria, trasformandole in icone contemporanee. Chung sottolinea la dualità di presenza e assenza, pienezza e vuoto, e vede il suo lavoro come un rifiuto del materialismo occidentale. Descrive il processo come una ricerca di essenzialità, dove la scultura diventa un equilibrio tra ciò che rimane e ciò che svanisce. L'intervista si conclude con un aneddoto zen su un monaco e un intellettuale, sottolineando il suo approccio filosofico.
Fatti principali
- T-yong Chung è nato a Tae-gu, Corea del Sud, nel 1977.
- È attivo in Italia dal 2010.
- Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera e a Carrara.
- La sua tecnica prevede la levigatura di busti classici in gesso con una levigatrice industriale.
- Realizza ritratti di sua madre, sua moglie e figure come John Keats e Testori.
- Per la Collezione Cattelani, ha levigato statue scartate di Gesù e Maria.
- Descrive il suo lavoro come una ricerca di essenzialità e un equilibrio tra pienezza e vuoto.
- L'intervista è stata condotta da Domenico Greco per Artribune.
Entità
Artisti
- T-yong Chung
- John Keats
- Testori
- Gino De Dominicis
- Joseph Beuys
- Anna Maria Luisa De Medici
- Domenico Greco
Istituzioni
- Brera Academy of Fine Arts
- Cattelani Collection
- Artribune
Luoghi
- Tae-gu
- South Korea
- Italy
- Carrara