Il Padiglione Siria ritorna alla Biennale di Venezia dopo il crollo del regime
Dopo un'assenza di due anni, il Padiglione Nazionale della Siria torna alla Biennale Arte di Venezia per la prima volta dalla caduta del regime di Assad. Il padiglione, curato dall'artista Sara Shamma (nata a Damasco, 1975), si concentra sulla perdita e l'identità culturale attraverso la distruzione del patrimonio storico e artistico. È ospitato negli ex magazzini frigoriferi di Santa Marta, grazie all'Università Iuav di Venezia, e rimarrà aperto fino al 22 novembre 2026. Il padiglione segna un nuovo capitolo per la Siria, con il lavoro di Shamma che affronta i temi della memoria e della cancellazione. Il rettore Albrecht Benno ha fornito approfondimenti in un'intervista sul significato di questa partecipazione.
Fatti principali
- Il Padiglione Siria torna alla Biennale Arte di Venezia nel 2026 dopo l'assenza dal 2024.
- Il padiglione è la prima partecipazione siriana dopo il crollo del regime.
- L'artista Sara Shamma (Damasco, 1975) rappresenta la Siria.
- Il padiglione è situato negli ex magazzini frigoriferi di Santa Marta, Università Iuav di Venezia.
- La mostra dura fino al 22 novembre 2026.
- Il tema centrale è la perdita, la memoria e la distruzione del patrimonio culturale.
- Il rettore Albrecht Benno dello Iuav è stato intervistato sul padiglione.
- Il padiglione è organizzato dal Padiglione Nazionale della Siria.
Entità
Artisti
- Sara Shamma
Istituzioni
- Università Iuav di Venezia
- Biennale Arte di Venezia
- National Pavilion of Syria
Luoghi
- Venice
- Italy
- Santa Marta
- Damascus
- Syria