‘The Women’s Revenge’ di Su Hui-Yu risuscita il cinema sfruttatore di Taiwan attraverso la tecnologia deepfake
In ‘The Women’s Revenge’ (2020), il regista taiwanese Su Hui-Yu impiega la tecnologia deepfake per ritrarre se stesso come una vendicatrice femminile, segnando il secondo capitolo della sua serie che reinterpreta classici taiwanesi sovversivi. Il film è ispirato ai Taiwan Black Movies, un genere controverso della fine degli anni ’70 e inizio anni ’80, durante la legge marziale del Kuomintang. Per esaminare le disparità di genere, Su si trasforma digitalmente nell’attrice degli anni ’80 Lu Hsiao-Fen. Il film è stato presentato all’International Film Festival Rotterdam del 2021, seguendo ‘The Glamorous Boys of Tang’ (2018). L’arte di Su reinterpreta ricordi personali e contenuti d’archivio in narrazioni surreali, incorporando elementi da ‘The Lady Avenger’ (1981) di Yang Chia-Yun e dalla spiritualità dell’Asia orientale, affrontando omissioni storiche e l’atmosfera progressista moderna di Taiwan.
Fatti principali
- Su Hui-Yu è un regista taiwanese
- "The Women's Revenge" (2020) fa parte di una serie che riprende classici del cinema taiwanese
- Il film utilizza la tecnologia deepfake per sovrapporre il volto di Su a un personaggio di vendicatrice femminile
- Trae ispirazione dai Taiwan Black Movies della fine degli anni ’70 e inizio anni ’80
- Taiwan era sotto legge marziale imposta dal Partito Nazionalista Cinese durante quel periodo
- Il film è stato proiettato all’International Film Festival Rotterdam del 2021
- Il precedente lavoro di Su "The Glamorous Boys of Tang" (2018) è un'installazione video a quattro canali
- Il processo artistico di Su incorpora ricordi personali e materiali d'archivio
Entità
Artisti
- Su Hui-Yu
- Lu Hsiao-Fen
- Yang Chia-Yun
- Chiu Kang-Chien
- Tian Chi-Yuan
- Zhuang Xiang Zeng
- Tsai Yang-Ming
- Artemisia Gentileschi
- Caravaggio
Istituzioni
- International Film Festival Rotterdam
Luoghi
- Taiwan