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Studio rivela la memoria autoassolutoria delle famiglie tedesche sul nazismo

publication · 2026-04-24

Uno studio sociologico pionieristico di H. Welzer, S. Moller e K. Tschuggnall, pubblicato da Gallimard con il titolo 'Grand-Père n'était pas un nazi', rivela come le famiglie tedesche costruiscano una versione consensuale e autoassolutoria del loro passato nazista. Basato su centinaia di interviste, la ricerca mostra che la storiografia sul nazismo è impotente di fronte alle narrazioni compiacenti che dominano la memoria familiare. I discendenti, specialmente quelli con un'istruzione superiore, sentono un bisogno soggettivo di proteggere la propria famiglia dalla conoscenza storica. Lo studio identifica meccanismi chiave: narrazioni vittimistiche prese in prestito da film di guerra e immagini dell'Olocausto, testimonianze vaghe piene di frasi fatte e una progressiva eroizzazione degli antenati. Le contraddizioni abbondano, come una giovane donna che crede che sua nonna abbia nascosto ebrei mentre la nonna si vantava di non aver mai ospitato sopravvissuti dei campi. La convinzione generale è che 'i nazisti' fossero sempre altri, anche quando si descrivono soldati delle SA o funzionari della Gestapo. L'Olocausto è quasi assente da questi racconti familiari, che sfidano la comprensione convenzionale della formazione della memoria collettiva.

Fatti principali

  • Studio pubblicato da Gallimard con il titolo 'Grand-Père n'était pas un nazi'
  • Autori: H. Welzer, S. Moller, K. Tschuggnall
  • Basato su centinaia di interviste con famiglie tedesche
  • La storiografia sul nazismo è considerata impotente di fronte alle narrazioni familiari
  • I discendenti con un'istruzione superiore sono più propensi a proteggere l'immagine familiare
  • Le narrazioni prendono in prestito film di guerra e immagini dell'Olocausto fuori contesto
  • Eroizzazione progressiva degli antenati attraverso testimonianze vaghe
  • L'Olocausto è quasi assente dai racconti familiari

Entità

Artisti

  • H. Welzer
  • S. Moller
  • K. Tschuggnall

Istituzioni

  • Gallimard

Fonti