Le 'Confidences sur la musique' di Stravinski rivelano opinioni senza filtri
Un nuovo libro, 'Confidences sur la musique' (Actes Sud), raccoglie articoli e interviste di Igor Stravinski dal 1912 al 1939, offrendo una correzione ai luoghi comuni sul compositore. Contrariamente alla narrazione popolare secondo cui si è evoluto da rivoluzionario a neoclassico a dodecafonico, Stravinski emerge come una figura politicamente scorretta—vergognandosi del bolscevismo e brevemente fascista—ma fedele ai colleghi. Gli scritti rivelano anche un lato mistico, influenzato da Jacques Maritain. Stravinski rifiutava l'idea che l'ispirazione venisse prima del lavoro, affermando che 'viene sempre mentre si lavora', e negava che la musica esprimesse inizialmente un sentimento. Per lui, la musica stabilisce 'ordine nelle cose, incluso e specialmente tra l'uomo e il tempo', producendo un'emozione distinta dalle sensazioni ordinarie. Rifiutava l'etichetta di 'rivoluzionario', insistendo che il suo focus era risolvere problemi musicali con il proprio genio. Il libro evidenzia la sua impeccabile maestria come compositore universale.
Fatti principali
- Titolo del libro: 'Confidences sur la musique'
- Editore: Actes Sud
- Copre il periodo 1912-1939
- Stravinski si vergognava del bolscevismo e fu brevemente fascista
- Era un mistico vicino a Jacques Maritain
- Stravinski disse che l'ispirazione 'viene sempre mentre si lavora'
- Negò che la musica esprimesse inizialmente un sentimento
- Rifiutò l'etichetta di 'rivoluzionario'
Entità
Artisti
- Igor Stravinski
Istituzioni
- Actes Sud
Fonti
- artpress —