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L'Arianna di Strauss torna a Roma spogliata dello sfarzo viennese

opinion-review · 2026-04-26

Dopo 35 anni, l'Ariadne auf Naxos (1912) di Richard Strauss torna al Teatro dell'Opera di Roma in una produzione del regista David Hermann che elimina l'opulento salotto viennese. Il prologo è ambientato in un claustrofobico corridoio di backstage con illuminazione al neon, trasformando il conflitto tra Opera Seria e Commedia dell'arte in una lotta per la sopravvivenza sotto la burocrazia culturale. Il soprano Axelle Fanyo, una donna di colore, interpreta Arianna come un atto di riappropriazione culturale, la sua presenza sfida il canone eurocentrico. Il personaggio di Zerbinetta incarna la sopravvivenza pragmatica, mentre Bacco appare in jeans, demitizzato. Nel finale, Bacco fugge, negando l'incontro trasformativo e lasciando Arianna sola. La produzione, che riecheggia il precedente Inferno (2021) di Lucia Ronchetti diretto da Hermann, mette in discussione la sostenibilità del mito e della salvezza attraverso l'altro. La recensione è stata pubblicata su Artribune da Lorenzo Pompeo.

Fatti principali

  • Ariadne auf Naxos torna al Teatro dell'Opera di Roma dopo 35 anni.
  • Il regista David Hermann ambienta il prologo in un corridoio di backstage con luci al neon.
  • Axelle Fanyo, soprano di colore, interpreta Arianna come forma di resistenza culturale.
  • Bacco è vestito in jeans, demitizzando il dio.
  • Nel finale, Bacco fugge, negando la metamorfosi.
  • La produzione riecheggia la messa in scena del 2021 di Inferno di Lucia Ronchetti diretta da Hermann.
  • La recensione è scritta da Lorenzo Pompeo per Artribune.
  • L'opera è stata composta da Richard Strauss (1864–1949).

Entità

Artisti

  • Richard Strauss
  • Axelle Fanyo
  • David Hermann
  • Lucia Ronchetti
  • Lorenzo Pompeo

Istituzioni

  • Teatro dell'Opera di Roma
  • Artribune

Luoghi

  • Rome
  • Italy
  • Monaco di Baviera
  • Garmisch-Partenkirchen

Fonti