Steve McQueen: 'Once Upon a Time' Reimmagina il Messaggio del Voyager per gli Alieni
L'installazione di Steve McQueen 'Once Upon a Time' al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris si ispira a 'Murmurs of Earth' di Carl Sagan e alla missione Voyager II del 1977. L'opera proietta le 116 immagini del Golden Record del Voyager in un corridoio buio, accompagnate da glossolalia – un linguaggio incomprensibile – creando un'esperienza disorientante in cui le immagini familiari perdono significato e il linguaggio alieno sembra avere senso. McQueen ha anche organizzato una conferenza al museo con scienziati e membri del SETI, tra cui Ann Druyan, che hanno discusso le sfide di rappresentare l'umanità agli extraterrestri. L'installazione critica la selezione di immagini incentrata sull'America degli anni '70, ormai datata, e riflette su come il messaggio sia sia un autoritratto che uno specchio per l'umanità. McQueen nota che la sonda viaggia nel futuro mentre porta un messaggio dal passato, sfumando i confini temporali. Il progetto evidenzia un passaggio da approcci scientifici ad artistici nella comunicazione interstellare, come proposto dalla 'prospettiva Qatsi' di William Clancey. L'opera si chiede se l'umanità possa definirsi senza un 'Altro' e sottolinea la continua ricerca di intelligenza extraterrestre come una profonda ricerca esistenziale.
Fatti principali
- 1. L'installazione di Steve McQueen 'Once Upon a Time' si basa sul libro 'Murmurs of Earth' di Carl Sagan.
- 2. L'installazione presenta le 116 immagini del Golden Record del Voyager II, proiettate in un corridoio buio.
- 3. La traccia audio utilizza glossolalia, un linguaggio inventato e incomprensibile.
- 4. McQueen ha organizzato una conferenza al Musée d'Art Moderne con scienziati del SETI, tra cui Ann Druyan.
- 5. Ann Druyan ha notato l'inclusione di una dichiarazione del presidente Jimmy Carter e di figure politiche nel disco.
- 6. Le immagini sul disco risalgono ai primi anni '70, nessuna dopo il 1977, e riflettono una prospettiva culturale americana.
- 7. William Clancey ha proposto una 'prospettiva Qatsi' per futuri messaggi interstellari, ispirata ai film di Godfrey Reggio.
- 8. Il progetto esplora il paradosso di inviare un messaggio dal passato nel futuro.
- 9. Il messaggio del Voyager II è visto come un passo verso la 'cittadinanza cosmica' e un'autodefinizione dell'umanità.
- 10. L'installazione è stata esposta al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris nel 2003.
Entità
Artisti
- Steve McQueen
Istituzioni
- Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris
- SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence)
- NASA
Luoghi
- Paris
- France
Fonti
- artpress —