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Steve Locke riflette sulla mostra di Robert Gober al MoMA e sui suoi profondi legami con l'AIDS, il lutto e l'esperienza queer.

opinion-review · 2026-04-22

Steve Locke ha avuto una reazione emotiva profonda alla mostra di Robert Gober al Museum of Modern Art, versando lacrime nonostante la sua precedente familiarità con l'opera dell'artista. Il suo primo incontro con le installazioni di Gober è avvenuto al Dia nel 1993. Le opere riallestite al MoMA risuonano con la significativa perdita di vite umane dovuta all'AIDS. Le sculture di Gober—come lavandini, scarichi e ciambelle—fungono da testimoni commoventi, privi dell'umorismo di Duchamp. Locke paragona l'espressione del lutto di Gober al Guernica di Picasso, che riflette anche sull'11 settembre. L'immaginario queer facilita l'identificazione, mentre lavandini e scarichi rappresentano la scomparsa delle identità maschili queer. La mostra inizia e si conclude con i dipinti di Gober, svelando strati di storia, culminando in un'opera finale ispirata a R.B. Kitaj che evoca un senso di intimità e vergogna.

Fatti principali

  • Steve Locke ha avuto una reazione viscerale alla mostra di Robert Gober al MoMA, piangendo nelle gallerie
  • Locke ha visto per la prima volta l'opera di Gober al Dia nel 1993
  • L'immaginario di Gober si collega alla perdita legata all'AIDS e alle manifestazioni corporee
  • Le sculture funzionano come soggetti attivi con agenzia, non come ready-made
  • Gober trasforma la comprensione del lutto come fece Picasso per la guerra con Guernica
  • L'immaginario codificato queer come gli armadi permette l'identificazione queer
  • I dipinti aprono e chiudono la mostra, con il primo che raffigura la casa d'infanzia di Gober
  • La carta da parati dei dipinti crea ambienti che sembrano coscienze separate

Entità

Artisti

  • Steve Locke
  • Robert Gober
  • Marcel Duchamp
  • Pablo Picasso
  • R.B. Kitaj

Istituzioni

  • Museum of Modern Art
  • Dia
  • Jeu de Paume

Luoghi

  • New York
  • United States
  • Paris
  • France

Fonti