Lo studio di Stéphan Vaquero sull'etica barocca di Baltasar Gracián
Un nuovo studio di Stéphan Vaquero esamina i fondamenti etici dell'opera di Baltasar Gracián. Gracián (1601-1658), un gesuita spagnolo descritto da Lacan come una 'stella di prima grandezza', esplorò le complessità della vita sociale. Nel suo primo libro, L'eroe (1637), propose una 'ragion di stato di sé stesso', suggerendo che gli individui dovrebbero comportarsi come uno stato nel loro rapporto con sé stessi e con gli altri. L'analisi di Vaquero evidenzia la concezione di Gracián della civiltà come 'un'arte di vivere in società, non una moralità categorica'. Lo studio sottolinea l'equilibrio tra le norme comuni del 'buon gusto' e il gusto personale, che richiede prudenza e calcolo strategico di sé. Gracián scrisse: 'la più grande regola di vita è saper deviare'. La lettura di Vaquero de L'arte della prudenza mostra che il pensiero di Gracián offre una prospettiva sul duplice rapporto dell'individuo con sé stesso e con gli altri, prefigurando la società civile e determinando la normatività. Lo studio è stato pubblicato da PUF e recensito da Vincent Roy.
Fatti principali
- Stéphan Vaquero ha pubblicato uno studio sull'etica di Baltasar Gracián.
- Baltasar Gracián visse dal 1601 al 1658.
- Gracián era un gesuita spagnolo.
- Jacques Lacan definì Gracián una 'stella di prima grandezza'.
- Il primo libro di Gracián fu L'eroe (1637).
- Gracián propose una 'ragion di stato di sé stesso'.
- Vaquero descrive la civiltà di Gracián come 'un'arte di vivere in società'.
- Lo studio è stato pubblicato da PUF.
Entità
Artisti
- Baltasar Gracián
- Stéphan Vaquero
- Jacques Lacan
- Vincent Roy
Istituzioni
- PUF
Fonti
- artpress —