Stefano Oliva sul Mistico, il Linguaggio e la Musica
In un'intervista, Stefano Oliva, professore di estetica e ricercatore, discute il suo lavoro sul mistico, i limiti del linguaggio e la musica. Si rifà a Ludwig Wittgenstein e Simone Weil per sostenere che il mistico non è opposto alla razionalità, ma rivela una condizione fondamentale e sentita centrale per l'esperienza estetica. Oliva esplora il 'carattere sentimentale' del mistico, distinguendolo dalla percezione quotidiana per un diverso modo di sentire il mondo. Esamina il rapporto tra misticismo, estetica e psicoanalisi come scienze 'perdenti' che sfidano i modelli scientifici dominanti. Sulla musica, Oliva applica la teoria della formatività di Luigi Pareyson e la filosofia tardiva di Wittgenstein per sostenere che la musica è una forma autosufficiente, non un veicolo per le emozioni. Suggerisce che la musica, come 'linguaggio dei linguaggi' (Luciano Berio), perde la comunicazione per diventare puro gesto e voce.
Fatti principali
- Stefano Oliva è professore di estetica e ricercatore.
- La ricerca di Oliva si concentra sull'estetica come filosofia e linguaggio.
- Discute il mistico in relazione a Wittgenstein e Simone Weil.
- Il mistico è visto come una condizione per la conoscenza legata all'esperienza estetica.
- Oliva descrive il mistico come un cambiamento di aspetto in cui l'abituale appare estraneo.
- Distingue la visione mistica dalla percezione quotidiana per un diverso modo di sentire.
- Il libro di Oliva 'L'elefante e il poeta' affronta misticismo, estetica e psicoanalisi.
- Usa la formatività di Pareyson e Wittgenstein per analizzare la musica.
- La musica è intesa come forma autosufficiente, non veicolo per le emozioni.
- Oliva cita l'idea di Luciano Berio della musica come 'linguaggio dei linguaggi'.
Entità
Artisti
- Stefano Oliva
- Ludwig Wittgenstein
- Simone Weil
- Luigi Pareyson
- Luciano Berio
- Alain Badiou
- Michel de Certeau
- Susanne Langer
Istituzioni
- Scuola IMT Alti Studi Lucca
- Artribune
Luoghi
- Lucca
- Italy