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Nazione senza Stato: il progetto di Hilal e Petti per la Biennale del 2003 risuona ancora oggi

exhibition · 2026-05-29

Alla Biennale di Venezia del 2003, curata da Francesco Bonami, gli artisti Sandi Hilal e Alessandro Petti hanno installato 'Stateless Nation' ai Giardini. L'opera consisteva in dieci fotografie monumentali in formato passaporto di persone reali, ingrandite a scala umana e collocate nello spazio pubblico della Biennale. Queste immagini, normalmente confinate a documenti amministrativi, confrontavano i visitatori con il peso politico dell'identificazione e dell'apolidia. Il progetto metteva in discussione come una nazione senza stato possa essere rappresentata all'interno di una mostra strutturata attorno a padiglioni nazionali. Hilal e Petti si sono basati sulla realtà frammentata dei palestinesi che vivono con permessi temporanei, cittadinanze parziali e diritti di movimento revocabili. L'opera evitava immagini spettacolari, concentrandosi invece sull'esperienza banale ma opprimente di checkpoint, attese e controlli documentali. Nel loro successivo libro 'Permanent Temporariness', descrivono il confine come 'uno spazio con profondità' che permea la vita quotidiana. Oggi, mentre i dibattiti su rappresentazione e geopolitica si intensificano alla Biennale, 'Stateless Nation' rimane una critica tagliente alla contraddizione intrinseca dell'evento: rappresentare un mondo mobile e frammentato attraverso una struttura di identità nazionali stabili e territoriali. L'opera continua a creare una frattura nel paesaggio ordinato dei Giardini.

Fatti principali

  • Sandi Hilal e Alessandro Petti hanno presentato 'Stateless Nation' alla Biennale di Venezia del 2003.
  • La Biennale è stata curata da Francesco Bonami.
  • L'opera consisteva in dieci fotografie monumentali in formato passaporto installate ai Giardini.
  • Le fotografie raffiguravano persone reali, ingrandite a scala umana.
  • Il progetto metteva in discussione la rappresentazione delle nazioni senza stato all'interno di una struttura di padiglioni nazionali.
  • Hilal e Petti hanno successivamente pubblicato 'Permanent Temporariness', definendo il confine come 'uno spazio con profondità'.
  • L'opera evitava immagini spettacolari, concentrandosi sulle esperienze quotidiane di controllo e attesa.
  • L'opera rimane rilevante in mezzo ai dibattiti attuali su rappresentazione e geopolitica alla Biennale.

Entità

Artisti

  • Sandi Hilal
  • Alessandro Petti
  • Francesco Bonami
  • Stefano Graziani

Istituzioni

  • Venice Biennale
  • exibart.com

Luoghi

  • Venice
  • Italy
  • Giardini
  • Arsenale

Fonti