Il declino di Starbucks legato a un cambiamento culturale, non solo alle vendite
Starbucks chiuderà 150 negozi a causa del calo delle vendite, ma il problema è più profondo della performance finanziaria. Il successo del colosso del caffè si basava sulla rappresentazione di una cultura globalizzata specifica—Wi-Fi gratuito, caffè lungo—che aveva risonanza negli anni '90. Oggi quella cultura è cambiata: i concorrenti hanno adottato lo stesso modello e i consumatori cercano esperienze locali, glocali, che fondono standard globali con specificità territoriali. Senza la capacità di intercettare un bisogno culturale, anche un mito come Starbucks diventa solo un cattivo bar. Questo caso sottolinea che nessun settore economico tradizionale può ignorare le dimensioni culturali e creative; eppure il settore culturale stesso manca ancora di un'identità chiara. L'articolo, scritto da Stefano Monti, partner di Monti&Taft, appare su Artribune.
Fatti principali
- Starbucks chiuderà 150 caffetterie.
- Il calo delle vendite e dei ricavi ha preoccupato gli investitori.
- Il successo di Starbucks si basava sulla rappresentazione di una cultura specifica: Wi-Fi gratuito, caffè lungo.
- Il modello è stato adottato dai concorrenti ovunque.
- Le preferenze dei consumatori si sono spostate verso esperienze glocali.
- Senza affiliazione culturale, la maggior parte dei grandi marchi fallirebbe.
- Il settore culturale e creativo manca ancora di un'identità chiara.
- L'articolo è di Stefano Monti, partner di Monti&Taft.
Entità
Istituzioni
- Starbucks
- Monti&Taft
- Artribune