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Le scenografie di Squid Game ispirate a Escher e Bofill

digital · 2026-04-27

Squid Game di Netflix, scritto e diretto dal sudcoreano Hwang Dong-hyuk, è stato visto da oltre 100 milioni di utenti in 28 giorni. Le scenografie della serie attingono a riferimenti artistici: la scala labirintica nel quartier generale è ispirata a M.C. Escher, mentre la tavolozza dei colori riecheggia la Muralla Rosa di Ricardo Bofill. La bambola gigante del primo gioco è un personaggio dei libri di testo sudcoreani degli anni '70-'80. Le uniformi dei giocatori si rifanno all'abbigliamento sportivo degli anni '70, e le cuccette a gradoni del dormitorio formano un anfiteatro, alludendo alle divisioni di classe sociale. L'articolo evidenzia queste influenze visive come chiave dell'impatto dello show.

Fatti principali

  • Squid Game è stato visto da oltre 100 milioni di utenti in 28 giorni
  • Serie scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk
  • Scala ispirata a M.C. Escher
  • Tavolozza dei colori ispirata alla Muralla Rosa di Ricardo Bofill
  • Bambola gigante dai libri di testo sudcoreani degli anni '70-'80
  • Uniformi dei giocatori basate sull'abbigliamento sportivo degli anni '70
  • Cuccette del dormitorio formano un anfiteatro che richiama le classi sociali
  • Le scenografie cambiano ogni episodio, sorprendendo anche gli attori

Entità

Artisti

  • Hwang Dong-hyuk
  • Maurits Cornelis Escher
  • Ricardo Bofill

Istituzioni

  • Netflix
  • Artribune

Luoghi

  • South Korea

Fonti