Go.Go.Go. di Sokurov al Teatro Olimpico di Vicenza fonde cinema e teatro
Il regista russo Aleksandr Sokurov ha presentato in prima assoluta la sua opera teatrale Go.Go.Go. al Teatro Olimpico di Vicenza, nell'ambito del 69° ciclo di spettacoli classici. In un'intervista, Sokurov ha descritto il teatro come un organismo vivente che cambia ogni sera, contrapponendolo al cinema, che ha definito 'morto' al momento dell'uscita. Lo spettacolo inizia con una folla riunita per guardare Roma di Fellini, interrotta dal regista italiano Paolo Bertoncello. Due uomini-topo, Tullio (Max Malatesta) e Publio (Michelangelo Dalisi), saccheggiano la conoscenza mangiando libri e bevendo cinema da una pozzanghera. Sono tentati dal formaggio in un mausoleo dedicato a un santo, ma il poeta Iosif Brodsky (Elia Schilton) li mette in guardia. Anna Magnani (Karina Arutyunyan) alla fine dà loro il formaggio, condannandoli a un destino funesto. Il linguaggio cinematografico di Sokurov plasma la narrazione, creando parallelismi con il suo film Faust ed esplorando i temi del desiderio insaziabile. Il regista posiziona la macchina da presa nella prospettiva del pubblico, creando una sequenza continua che cattura ciò che il montaggio cinematografico di solito perde. Sokurov vede il teatro come una difesa dell'umanità, un anticorpo contro le forze distruttive.
Fatti principali
- Aleksandr Sokurov ha presentato in prima assoluta Go.Go.Go. al Teatro Olimpico di Vicenza per il 69° ciclo di spettacoli classici.
- Sokurov descrive il teatro come un'entità viva e mutevole ogni sera, a differenza del cinema che definisce 'morto' al momento dell'uscita.
- Lo spettacolo inizia con una folla che guarda Roma di Fellini, interrotta dal regista Paolo Bertoncello.
- Due personaggi uomini-topo, Tullio (Max Malatesta) e Publio (Michelangelo Dalisi), mangiano libri e bevono cinema da una pozzanghera.
- Il poeta Iosif Brodsky (Elia Schilton) appare in scena, ricordando agli uomini-topo il valore della poesia.
- Anna Magnani (Karina Arutyunyan) dà il formaggio agli uomini-topo, portandoli alla schiavitù e alla morte.
- Il linguaggio cinematografico di Sokurov plasma la narrazione, collegando Go.Go.Go. al suo film Faust e ai temi del desiderio insaziabile.
- Il regista posiziona la macchina da presa nella prospettiva del pubblico, creando una sequenza continua che cattura ciò che il montaggio cinematografico perde.
Entità
Artisti
- Aleksandr Sokurov
- Federico Fellini
- Paolo Bertoncello
- Max Malatesta
- Michelangelo Dalisi
- Elia Schilton
- Karina Arutyunyan
- Iosif Brodsky
- Anna Magnani
Istituzioni
- Teatro Olimpico
- Artribune
Luoghi
- Vicenza
- Italy