ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

Software Art e Aesthetic Computing: Definire la Materia del Codice

digital · 2026-04-23

Nel 2001, il festival Transmediale di Berlino ha introdotto una categoria per la Software Art, mentre il Macros-Center di Mosca ha lanciato un concorso culminato nel festival read_me nella primavera del 2002. Nel luglio 2002, il seminario Aesthetic Computing a Dagstuhl ha riunito informatici, designer e artisti. Quell'estate, l'ICC ha aperto la mostra art.bit collection. Florian Cramer e Ulrike Gabriel hanno definito la Software Art per Transmediale come "un'arte il cui materiale è il programma stesso". Olga Goriunova e Alexei Shulgin hanno scritto per read_me che è "un programma creato per uno scopo diverso dai soliti scopi pragmatici", e la giuria ha dichiarato di "considerare come software art un'arte il cui materiale sono le istruzioni algoritmiche e/o che enfatizza i concetti culturali del software". I partecipanti di Dagstuhl hanno definito l'Aesthetic Computing come "la teoria, la pratica e l'applicazione dell'estetica alla programmazione". L'articolo distingue tre strati dell'arte del codice: il livello percettivo (estetica del desktop), il livello del modello (opere generative e algoritmiche di artisti come Manfred Mohr) e il livello del meta-modello (open source e Linux). L'Aesthetic Computing esplora estetiche alternative nella programmazione utilitaristica, mettendo in discussione il dogma dell'usabilità e l'interazione uomo-computer. L'autore sostiene che la dicotomia utilità/arte è debole, citando la trasparenza vs. riflessività di Jay Bolter come una distinzione più utile.

Fatti principali

  • Il festival Transmediale di Berlino ha creato una categoria per la Software Art nel 2001.
  • Il Macros-Center di Mosca ha lanciato un concorso di software art nel 2001, culminato nel festival read_me nella primavera del 2002.
  • Il seminario Aesthetic Computing a Dagstuhl nel luglio 2002 ha coinvolto informatici, designer e artisti.
  • L'ICC ha aperto la mostra art.bit collection nell'estate del 2002.
  • Florian Cramer e Ulrike Gabriel hanno definito la Software Art come 'un'arte il cui materiale è il programma stesso.'
  • Olga Goriunova e Alexei Shulgin hanno definito la software art come 'un programma creato per uno scopo diverso dai soliti scopi pragmatici.'
  • I partecipanti di Dagstuhl hanno definito l'Aesthetic Computing come 'la teoria, la pratica e l'applicazione dell'estetica alla programmazione.'
  • Manfred Mohr è citato come esempio di arte algoritmica a livello del modello.

Entità

Artisti

  • Florian Cramer
  • Ulrike Gabriel
  • Olga Goriunova
  • Alexei Shulgin
  • Manfred Mohr
  • Anne Nigten
  • Stephan Diehl
  • Boris Müller
  • Jean-Pierre Balpe
  • Lev Manovich
  • Vilèm Flusser
  • Katherine Hayles
  • Maurice Benayoun
  • G. Cox
  • A. McLean
  • A. Ward
  • Jay Bolter

Istituzioni

  • Transmediale
  • Macros-Center
  • read_me festival
  • Centre de Dagsthul (Dagstuhl)
  • ICC
  • art.bit collection
  • art press
  • Ensba
  • Hermès
  • Mongrel
  • Linker

Luoghi

  • Berlin
  • Germany
  • Moscow
  • Russia
  • Dagstuhl

Fonti