Software Art e Aesthetic Computing: Definire la Materia del Codice
Nel 2001, il festival Transmediale di Berlino ha introdotto una categoria per la Software Art, mentre il Macros-Center di Mosca ha lanciato un concorso culminato nel festival read_me nella primavera del 2002. Nel luglio 2002, il seminario Aesthetic Computing a Dagstuhl ha riunito informatici, designer e artisti. Quell'estate, l'ICC ha aperto la mostra art.bit collection. Florian Cramer e Ulrike Gabriel hanno definito la Software Art per Transmediale come "un'arte il cui materiale è il programma stesso". Olga Goriunova e Alexei Shulgin hanno scritto per read_me che è "un programma creato per uno scopo diverso dai soliti scopi pragmatici", e la giuria ha dichiarato di "considerare come software art un'arte il cui materiale sono le istruzioni algoritmiche e/o che enfatizza i concetti culturali del software". I partecipanti di Dagstuhl hanno definito l'Aesthetic Computing come "la teoria, la pratica e l'applicazione dell'estetica alla programmazione". L'articolo distingue tre strati dell'arte del codice: il livello percettivo (estetica del desktop), il livello del modello (opere generative e algoritmiche di artisti come Manfred Mohr) e il livello del meta-modello (open source e Linux). L'Aesthetic Computing esplora estetiche alternative nella programmazione utilitaristica, mettendo in discussione il dogma dell'usabilità e l'interazione uomo-computer. L'autore sostiene che la dicotomia utilità/arte è debole, citando la trasparenza vs. riflessività di Jay Bolter come una distinzione più utile.
Fatti principali
- Il festival Transmediale di Berlino ha creato una categoria per la Software Art nel 2001.
- Il Macros-Center di Mosca ha lanciato un concorso di software art nel 2001, culminato nel festival read_me nella primavera del 2002.
- Il seminario Aesthetic Computing a Dagstuhl nel luglio 2002 ha coinvolto informatici, designer e artisti.
- L'ICC ha aperto la mostra art.bit collection nell'estate del 2002.
- Florian Cramer e Ulrike Gabriel hanno definito la Software Art come 'un'arte il cui materiale è il programma stesso.'
- Olga Goriunova e Alexei Shulgin hanno definito la software art come 'un programma creato per uno scopo diverso dai soliti scopi pragmatici.'
- I partecipanti di Dagstuhl hanno definito l'Aesthetic Computing come 'la teoria, la pratica e l'applicazione dell'estetica alla programmazione.'
- Manfred Mohr è citato come esempio di arte algoritmica a livello del modello.
Entità
Artisti
- Florian Cramer
- Ulrike Gabriel
- Olga Goriunova
- Alexei Shulgin
- Manfred Mohr
- Anne Nigten
- Stephan Diehl
- Boris Müller
- Jean-Pierre Balpe
- Lev Manovich
- Vilèm Flusser
- Katherine Hayles
- Maurice Benayoun
- G. Cox
- A. McLean
- A. Ward
- Jay Bolter
Istituzioni
- Transmediale
- Macros-Center
- read_me festival
- Centre de Dagsthul (Dagstuhl)
- ICC
- art.bit collection
- art press
- Ensba
- Hermès
- Mongrel
- Linker
Luoghi
- Berlin
- Germany
- Moscow
- Russia
- Dagstuhl
Fonti
- artpress —