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Il Daimon di Socrate: Profezia, non Possessione

other · 2026-05-22

Socrate, l'antico filosofo greco, affermava che una voce interiore—il suo "daimon"—lo guidava lontano dal male. A differenza dei successivi demoni cristiani, si trattava di un segno daimonico, non di uno spirito maligno. I dialoghi di Platone, in particolare l'Apologia, mostrano Socrate che lo descrive come una voce interiore profetica che si opponeva solo alle azioni, senza mai iniziarle. Il termine "daimon" è una traduzione errata; Platone usava "daimonico" (aggettivo) per i segni, non "daimon" (sostantivo) per un'entità. Socrate collegava il suo daimon all'Oracolo di Delfi, invocando Apollo come testimone della sua pietà. Il daimon era una piccola abilità profetica, simile agli oracoli, non uno spirito personale. Questa distinzione chiarisce che Socrate sperimentò profezia, non possessione.

Fatti principali

  • 1. Socrate fu condannato a morte ad Atene per empietà e corruzione dei giovani.
  • 2. Il suo daimon era una voce interiore che impediva certe azioni.
  • 3. Platone usò l'aggettivo 'daimonico' non il sostantivo 'daimon'.
  • 4. Socrate collegò il suo daimon all'Oracolo di Delfi e ad Apollo.
  • 5. Il daimon era una forma di profezia, non un'entità spirituale.
  • 6. Socrate testimoniò che il suo daimon si oppose alla fuga da Atene.
  • 7. L'Apologia è il dialogo platonico chiave sul daimon.
  • 8. La parola 'daimon' differisce dal 'demone' cristiano.

Entità

Artisti

  • Bernard Vaillant
  • Jusepe de Ribera
  • Michel François Dandré-Bardon
  • Claude Lorrain
  • Giorgio Ghisi
  • Michelangelo
  • Elihu Vedder
  • Edward Lear
  • William Henry Rinehart
  • Jost Amman
  • Wenzel Jamnitzer

Istituzioni

  • Metropolitan Museum of Art
  • New York Public Library
  • Harvard Art Museums
  • Art Institute of Chicago
  • National Gallery of Art
  • TheCollector

Luoghi

  • Athens
  • Greece
  • Delphi
  • Mount Olympus
  • Thessaly
  • New York
  • Washington, D.C.

Fonti