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Il National Museum of Asian Art dello Smithsonian criticato per la sua prospettiva occidentale

opinion-review · 2026-04-24

Una recensione critica del National Museum of Asian Art dello Smithsonian Institution a Washington, DC, sostiene che l'istituzione perpetui una visione eurocentrica dell'Asia. Il museo, che comprende la Freer Gallery of Art (aperta nel 1923) e la Arthur M. Sackler Gallery (1982), è stato rinominato nel 2019 come National Museum of Asian Art. La recensione evidenzia una conferenza stampa per il Centennial Asian Pacific American Heritage Month Festival a maggio, con cibo filippino e K-pop, che l'autore descrive come superficiale. Le collezioni del museo, basate sulle fondamenta di Charles Lang Freer e Arthur Sackler, vengono criticate per i pregiudizi euro-americani. La collezione di Freer, descritta dall'accademico Kin-Yee Ian Shin, esemplifica gli sforzi americani di fine Ottocento per stabilire un'autorità sull'arte asiatica. La mostra attuale 'Freer's Global Network' (2022–) tenta di affrontare le critiche ma non riconosce le dinamiche di potere. Allestimenti come 'Body Image: Arts of the Indian Subcontinent' (2017–) e 'Prehistoric Spirals: Earthenware from Thailand' (2021–) sono citati come rafforzatori di stereotipi. L'attenzione del museo su oggetti precedenti al XX secolo limita il coinvolgimento con l'Asia contemporanea. Vengono menzionati la vicedirettrice Lori Duggan Gold e la responsabile dei programmi pubblici Nicole Dowd. Il direttore Chase F. Robinson ha dichiarato che il museo ha avuto un ruolo nel 'determinare il canone' dell'arte asiatica.

Fatti principali

  • Il National Museum of Asian Art a Washington, DC, comprende la Freer Gallery (1923) e la Arthur M. Sackler Gallery (1982).
  • Rinominato nel 2019 per enfatizzare l'attenzione sull'arte asiatica.
  • Il Centennial Asian Pacific American Heritage Month Festival a maggio includeva cibo filippino e K-pop.
  • Charles Lang Freer ha donato 9.420 opere; Arthur Sackler ha donato 1.000 oggetti.
  • La mostra 'Freer's Global Network' (2022–) affronta le critiche sul collezionismo bianco.
  • Allestimenti come 'Body Image: Arts of the Indian Subcontinent' (2017–) e 'Prehistoric Spirals' (2021–) criticati per stereotipi.
  • La collezione del museo supera i 46.000 oggetti, per lo più precedenti al XX secolo.
  • L'accademico Kin-Yee Ian Shin ha descritto la collezione di Freer come un tentativo di stabilire l'autorità americana sull'arte asiatica.

Entità

Artisti

  • Charles Lang Freer
  • Arthur M. Sackler
  • James McNeill Whistler
  • Bunkio Matsuki
  • Dikran Kelekian
  • Langdon Warner
  • Frederick McCormick
  • Emma Natalya Stein
  • Aparna Sadananda
  • Chase F. Robinson
  • Nicole Dowd
  • Lori Duggan Gold
  • Kin-Yee Ian Shin

Istituzioni

  • Smithsonian Institution
  • National Museum of Asian Art
  • Freer Gallery of Art
  • Arthur M. Sackler Gallery
  • Purdue Pharma

Luoghi

  • Washington, DC
  • United States
  • National Mall
  • China
  • Korea
  • Japan
  • Philippines
  • Thailand
  • India
  • Southeast Asia

Fonti