Smarginatura e consapevolezza: l'arte come apertura all'altro
Christian Caliandro prosegue la sua rubrica 'Fase Tre' su Artribune con una riflessione sulla 'smarginatura' e la consapevolezza. Partendo da un'idea di Alessandro secondo cui ciò che facciamo oggi potrebbe essere utile solo in futuro a persone sconosciute, Caliandro esplora la necessità di superare la gratificazione immediata e l'individualismo (l''Ioioio'). La 'smarginatura', concetto tratto da Elena Ferrante nella descrizione dell'esperienza di Lila durante il Capodanno del 1958, diventa metafora di una struttura aperta e sfrangiata che non si definisce per esclusione ma per inclusione. Questa apertura, sebbene traumatica, è l'unico modo per un'identità autentica. Caliandro collega queste idee ai movimenti Black Lives Matter e MeToo, citando Ta-Nehisi Coates che in 'Tra me e il mondo' spiega al figlio come la supremazia bianca si fondi sull'oppressione. L'opera d'arte che esce dai suoi confini diventa modello per ripensare il rapporto tra sé e il mondo, indicando strade alternative per il presente.
Key facts
- L'articolo fa parte della rubrica 'Fase Tre' su Artribune, scritta da Christian Caliandro.
- Caliandro cita un'idea di Alessandro: ciò che facciamo oggi potrebbe essere utile solo in futuro a persone sconosciute.
- Il concetto di 'smarginatura' è tratto da Elena Ferrante, dall'esperienza di Lila durante il Capodanno del 1958.
- La smarginatura annulla i confini tra io e realtà, aprendo a una nuova coscienza.
- Caliandro collega la riflessione ai movimenti Black Lives Matter e MeToo.
- Viene citato Ta-Nehisi Coates e il suo libro 'Tra me e il mondo' (Codice Edizioni, Torino 2016).
- L'opera d'arte è vista come pretesto per ripensare il rapporto con il mondo e gli altri.
- L'articolo è pubblicato su Artribune nel marzo 2021.
Entities
Artists
- Christian Caliandro
- Elena Ferrante
- Ta-Nehisi Coates
Institutions
- Artribune
- Codice Edizioni
Locations
- Torino
- Italia